dalle compagne e i compagni di Sinistra Anticapitalista di San Lorenzo

Oggi il ministro Salvini è venuto a San Lorenzo per un’operazione di squallido sciacallaggio mediatico: sfruttare a fini propagandistici la tragedia dello stupro e l’assassinio di Desirée.

Di nuovo una donna stuprata e uccisa, vittima di una cultura sessista e patriarcale imperante e diffusa, che si esplica – nella maggior parte dei casi – in femminicidi consumati all’interno del nucleo familiare. Per oltre 70% dei macabri eventi abbiamo a che fare con assassini che sono mariti fidanzati o ex della vittima, tutti di nazionalità italiana, maschi bianchi abituati a gestire le loro relazioni con le donne attraverso violenza possesso e sopraffazione.

Cultura sessista e patriarcale che attraversa provenienze geografiche e strati sociali. E’ necessario ribadire con forza che Desirée è stata uccisa da UOMINI.

Di fronte a questo orrore, è mostruosa la strumentalizzazione da parte di Salvini e dei fascisti della morte di Desirèe e la chiara intenzione di raccogliere consensi utilizzando i corpi delle donne.

Salvini e i fascisti sono i portatori di questa cultura retriva e di morte contro le donne. Il governo gialloverde è particolarmente impegnato a distruggere i diritti conquistati dal movimento femminista, un governo che attacca gli spazi delle donne, vorrebbe spazzare via i centri antiviolenza, e punta al ritorno dell’aborto clandestino. Respingiamo con forza Salvini e le politiche razziste e sessiste.

Ma la tragedia di Desirée ci parla anche di altre cose. Della droga e dello spaccio, inestricabilmente gestite da mafie che sono state favorite dalle disgraziate politiche proibizioniste che hanno criminalizzato i consumatori anche della semplice cannabis, e che, da una parte, ha prodotto un vasto mercato gestito dalla grande criminalità con enormi profitti fuori controllo e, dall’altra, ha prodotto emarginazione ed esclusione.

Ma l’uccisione di Desirée ci parla anche del nostro quartiere, di San Lorenzo, un luogo che abitiamo, viviamo ed amiamo, che viene ogni giorno di più deturpato e ridotto a squallido palcoscenico gentrificato. Nel corso degli ultimi due decenni la convergenza degli interessi di speculatori ed affaristi ha progressivamente svuotato il quartiere di buona parte dei suoi abitanti, del suo tradizionale insediamento operaio ed artigiano per valorizzare la rendita fondiaria ed immobiliare favorita dalla vicinanza dell’Università ed assecondata dai piani regolatori che rendono ogni metro quadro del quartiere appetibile per ogni progetto immobiliare speculativo. Lo stesso luogo dove è stata violentata e uccisa Desirée – uno spazio di proprietà privata – è stato lasciato abbandonato al degrado in attesa di compiere proprio una di queste operazioni. Già soltanto per questo chiediamo i lotti di Via dei Lucani non occupati da attività sociali ed artigianali siano espropriati senza indennizzo e siano destinati a verde pubblico.

Anni di dissennate politiche liberiste sul commercio hanno trasformato il quartiere in un divertimentificio senza nessuna relazione con il corpo vivo dei suoi abitanti che hanno subito l’invasione di locali e della movida. Questo ha prodotto una “socialità” (se tale si può definire) malata e ridotta al consumo mordi e fuggi ed a luogo di ritrovo senza cultura e senza scambio reale fra le persone.

C’è anche una San Lorenzo che resiste e che ha un’altra idea del quartiere e delle relazioni fra i soggetti che ci vivono e lo frequentano. Sono le reti dell’associazionismo, gli spazi sociali autogestiti, i collettivi politici e sociali che mantengono viva la costruzione della solidarietà sociale e di classe contro le guerre fra poveri, contro il razzismo e i risorgenti rigurgiti fascisti, che si oppone al degrado del quartiere. Una San Lorenzo che ancora costruisce iniziative, cultura, autorganizzazione, che lotta contro le speculazioni, che intende la riconquista della vivibilità del territorio come costruzione di una nuova socialità che sia l’opposto di quella che ci viene imposta dal Mercato.

Non a caso, la prima cosa di cui oggi Salvini ha parlato, nel blitz a San Lorenzo, è stato lo sgombero degli spazi sociali, proprio quelli che hanno recuperato pezzi di questo territorio altrimenti destinati a fare la fine di quello dove ha trovato la morte Desirée.

La lotta per opporsi a tutto questo non può essere disgiunta dalla lotta contro questo governo giallo-verde e le sue politiche antipopolari, autoritarie, sessiste, che diffondono odio, paura e razzismo e favoriscono la diffusione del fascismo. Salvini e i fascisti vogliono utilizzare San Lorenzo come terreno per le loro politiche reazionarie e securitarie, vogliono sfruttare la paura e l’insicurezza delle persone per la loro oscena propaganda.

NOI DICIAMO NO! LI RESPINGIAMO: TORNINO DALLE FOGNE DA DOVE VENGONO

Venerdì 26, tutti a Piazza dell’Immacolata (ore 18) all’iniziativa promossa da San Lorenzo Solidale per stringerci attorno alla famiglia di Desirée e per dare una risposta collettiva antifascista, antirazzista ed antisessista alle becere strumentalizzazioni di Salvini.

Annunci