Stare con i Paesi di “Visegrád” (1), come auspica Salvini, è esecrabile moralmente e demenziale politicamente.

Dopo il Consiglio d’Europa del 28 giugno scorso, dove non è stato affrontato il nodo del cambiamento degli accordi di Dublino e ci si è limitati a stabilire la cooperazione in materia migranti  come volontaria, in concreto si è facilitato i Paesi di “Visegrád” che oggi si ritrovano così in una botte di ferro.

Né i Paesi “Visegrád”  hanno interesse a scontrarsi con l’UE in appoggio all’Italia sul piano del bilancio.  Anzi! I Paesi di “Visegrád” sono percettori netti dei contributi UE e alla grande, mentre l’Italia è un contribuente netto ed è il quarto paese per la somma globale (Germania, GB, Francia, Italia). Con la Brexit l’Italia diventerà terza.

L’Ungheria, ad esempio, contribuisce con 930 milioni di euro al bilancio UE e ne riceve 4,5 miliardi (dati 2016). Una eventuale sospensione dei contributi italiani manderebbe in crisi l’intero sistema di bilancio UE aggravando ulteriormente l’effetto della Brexit. La reazione sarà feroce in primis quella dei Paesi di “Visegrád”.

Questi paesi inoltre sono zone d’influenza del capitale tedesco. Seguendo in  gran parte la divisione della produzione messa in piedi dall’URSS durante il COMECON, la Germania usa i Paesi di “Visegrád” come aree di rilocalizzazione.

I paesi di “Visegrád” sono quindi diventati zona dell’industria elettrodomestica tedesca così come erano zona dell’industria leggera durante il COMECON.

Oggi il 28% dell’export ungherese va in Germania, contro solo il 5% verso l’Italia pari alla stessa percentuale che l’Ungheria esporta verso l’Austria e la Repubblica Ceca, paesi molto più piccoli dell’Italia. I Paesi di “Visegrád” non hanno alcun interesse ad aprire un contenzioso economico con l’UE sia per i contributi netti che ricevono sia perché questo li metterebbe in conflitto con la Germania che non vuole assolutamente vedere il bilancio UE andare in crisi.

Anche la stessa idea attribuita a Paolo Savona di finanziare eventuali sforamenti di bilanci tramite prestiti dalla Russia e dalla Cina è ugualmente demenziale. Infatti i rapporti di Cina e Russia con l’UE passano principalmente attraverso la Germania. Quest’ultima è profondamente impegnata nella costruzione della nuova “via della seta” Europa-Cina per la cui realizzazione l’apporto della Russia è essenziale. Figuriamoci se Cina e Russia hanno intenzione di guastarsi i rapporti economici con la Germania immischiandosi nei giochini del debole governo italiano nei confronti dell’Unione Europea.

Note

(1) Il Gruppo di Visegrád  è un’alleanza politica di quattro paesi dell’Europa centrale (Ungheria, Polonia, Slovacchia, Ceca) appartenenti all’UE. Il gruppo prende il nome dalle riunioni dei leader della Cecoslovacchia, Ungheria e Polonia tenutesi nel castello-città ungherese di Visegrad nel 1991. Nel 1993, con lo scioglimento della Cecoslovacchia, la Repubblica Ceca e la Slovacchia divennero membri indipendenti del gruppo. Tutti i paesi membri del gruppo Visegrád appartengono all’Unione europea dal 1º maggio 2004.

Nota a cura della redazione

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