Roncadelle: la Invatec chiude per sempre, 300 lavoratori a casa

La comunicazione è arrivata asciutta e senza possibilità di replica o trattativa sindacale tra i vertici di Medtronic e parti sociali. «Nell’ambito del proprio progetto strategico di gestione globale delle attività produttive, il gruppo Medtronic comunica la decisione di cessare le attività dello stabilimento Invatec di Brescia nel corso del primo semestre 2020».

Un comunicato di poche righe con cui il colosso biomedicale statunitense segna il futuro degli stabilimenti nel Bresciano, tra Torbole Casaglia e Roncadelle dove lavorano ancora 314 dipendenti.

FONDATA nel 1996 da Andrea Venturelli e Stefan Widensohler, Invatec era stata ceduta alla multinazionale americana Medtronic all’inizio del 2010.

Una notizia shock per i lavoratori e le lavoratrici dell’Invatec rimasti, dopo i cospicui tagli già operati negli anni scorsi.

Un’odissea cominciata nel 2010 e finita nel peggiore dei modi. La Invatec, che a Brescia aveva la sua sede centrale, con impianti in Svizzera e in Germania, godeva di un fatturato di quasi 70 milioni di euro e circa un migliaio di dipendenti in Italia e all’estero. Poi l’offerta che non si poteva rifiutare: mezzo miliardo per il marchio e le fabbriche, dal 2010 di proprietà della Medtronic.

I piani della Meditronic sono noti da anni: l’obiettivo, da sempre dichiarato, è quello di trasferire energie e mezzi in Messico. Negli anni negli stabilimenti di Roncadelle e Torbole operativa sono stati operati netti tagli del personale: l’ultima ondata nella primavera del 2017 con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 120 lavoratori.

Le operaie sono entrate subito in sciopero. L’assemblea ha deciso lo sciopero per due giorni, presidio a oltranza con blocco degli accessi.

Il presidio principale è allo stabilimento di Torbole Casaglia – Medtronic – via dell’industria 28.

Invitiamo tutti a sostenere la lotta delle lavoratrici e lavoratori per la loro vita.

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