Nonostante voci di una crescente diffidenza dei leader europei per l’assertività cinese nel Vecchio Continente, secondo uno studio di Bloomberg— ad oggi il più completo sull’argomento — negli ultimi dieci anni gli investimenti e le acquisizioni realizzate dal gigante asiatico in Europa hanno raggiunto un valore di 318 miliardi di dollari, circa il 45% in più di quanto speso negli Stati uniti durante lo stesso periodo. Stando alla ricerca, molti dei paesi più favorevoli all’istituzione di un sistema di controllo in grado di valutare l’impatto degli investimenti cinesi sulla sicurezza e la stabilità del mercato europeo, sono a loro volta teatro di corposi accordi. Sono circa 360 le aziende passate in mani cinesi, da Pirelli all’irlandese Avolon Holdings Ltd, mentre il gigante asiatico è subentrato nella proprietà parziale o completa di sei porti, quattro aeroporti, parchi eolici in almeno nove paesi e 13 squadre di calcio professionali. Oltre la metà del totale degli investimenti di cui sono disponibili le informazioni finanziarie è concentrata nelle cinque maggiori economie europee. Delle circa 670 imprese coinvolte nelle operazioni almeno 100 sono società statali o fondi d’investimento, le cui transazioni contano per ben il 63% del totale.

da China Files

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