In Grecia e Serbia nel 2016 migliaia di giovani europei hanno accolto i siriani in fuga dalla guerra. Pochi mesi dopo gli Stati hanno sostituito lo straordinario ed efficace spontaneismo con centri di detenzione, Ong, blocco delle frontiere, miliardi alla Turchia e poi alla Libia perché fermassero le partenze. “Per ridare alla solidarietà un valore positivo sono necessari gesti di rottura – scrive Domenico Chirico – Gesti di disobbedienza e diserzione. Gesti che ribaltino il discorso e la narrativa del potere che ci chiede di avere paura, di difenderci”. Oggi non si deve chiedere alle Ong di andare in Libia a rendere umani dei luoghi che umani non sono. Del resto anche nel 1999 un ampio gruppo di organizzazioni italiane si sono rifiutate di lavorare con la missione Arcobaleno che portava aiuti assieme alle bombe del governo D’Alema, mentre nel 2003 la maggior parte delle Ong italiane si rifiutarono di lavorare in Iraq con i soldi del governo che aveva portato la guerra

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