Di Franco Turigliatto

Tutto il dibattito politico appare ormai proteso verso lo scontro elettorale della prossima primavera con le tre forze maggiori, Pd, Partiti delle destre e M5S a sgomitare tra loro per arrivare nelle migliori condizioni, sviluppando una vergognosa campagna reazionaria sulla pelle dei migranti e attivando la divisione dei lavoratori. Sono tre forze del tutto interne alle logiche del sistema capitalista che si candidano a gestire il liberismo e gli affari della borghesia, come più volte abbiamo avuto modo di raccontare.

A sinistra si sta delineando, a partire dalla “grande coalizione” realizzata in Sicilia (vedi link con dichiarazione) non una reale progetto alternativo, radicale nei soggetti che lo dovrebbe comporre e nei contenuti programmatici, ma un informe aggregato (a cui ancora una volta Rifondazione si è subordinata) egemonizzato da forze che hanno gestito in prima persona le politiche borghesi dell’austerità: un disastro che se si materializzasse anche su scala nazionale priverebbe del tutto la classe lavoratrice di un minimo strumento di riferimento di classe, antiliberista e anticapitalista.

Per questo abbiamo insistito da alcuni mesi “che la questione centrale, il punto di partenza per organizzazioni autenticamente di sinistra avrebbe già dovuto essere l’unità delle loro forze militanti e degli strumenti politici organizzativi che hanno a disposizione per costruire una vasta campagna sui temi sociali, sull’occupazione, sull’unità dei lavoratori, sull’unità con i migranti” e che sul piano delle elezioni “Sinistra Anticapitalista lavora dunque per uno schieramento più largo possibile che coinvolga forze politiche, soggetti ed esperienze sociali reali di movimenti a dimensione nazionale e locale; per esistere deve avere una doppia dimensione correlata: avere una partecipazione democratica dal basso ed avere la convergenza indispensabile delle forze politiche che vogliono impegnarsi. Per essere realmente alternativo deve avere una composizione politica coerente senza i partiti o i soggetti che hanno gestito l’austerità e un programma che esprima obiettivi radicali corrispondenti alla gravità della situazione esistente.”

Abbiamo letto in questi giorni un breve testo di Giorgio Cremaschi in cui, dopo una sintetica e condivisibile analisi delle forze politiche in campo, afferma: ” Io vorrei non rassegnarmi, vorrei partecipare alla costruzione di una alternativa vera, che non avesse paura di dire no alla guerra e all’austerità e ai poteri e agli strumenti, NATO UE Euro, che ce le impongono” concludendo poi: “Ecco vorrei un’alternativa che fosse tale, che pensasse al presente e finalmente anche al futuro e che non avesse alcuna paura di andare controcorrente. È il sogno isolato di un acchiappanuvole il mio?”.

Non sappiamo se questo pensiero è solo dell’ex dirigente della Fiom o corrisponde anche a ripensamenti dell’area politica e sociale in cui sta operando in questi ultimi anni in relazione a verifiche fatte sul campo delle dinamiche e traiettorie di una forza politica come il M5S. In ogni caso, molto bene, perché ancora recentemente, in luglio, benché sollecitato direttamente, era sembrato per nulla interessato a partecipare alla costruzione di uno schieramento come quello che oggi invece sembra prospettare.

Per parte nostra abbiamo in questi mesi agito su ipotesi di lavoro molto precise: “Proponiamo e vorremmo che le forze combattive ed anticapitaliste potessero agire insieme e incidere nel processo in corso contro ogni deriva e sbocco opportunista, per l’affermazione di una coalizione radicale antiliberista e anticapitalista. Crediamo che le lavoratrici e i lavoratori abbiamo bisogno di incontrare questa proposta”.

A questo fine non siamo stati con le mani in mano, ma abbiamo incontrato molte forze politiche, tra cui ripetutamente Rifondazione e diversi suoi esponenti, ma anche molti collettivi e forze sociali nazionali o locali, con cui riscontriamo comuni preoccupazioni sulle modalità e contenuti da difendere. In particolare abbiamo incontrato le/i compagne/i del Pcl, Partito comunista dei lavoratori e di Scr, Sinistra Classe Rivoluzione; sono emerse convergenze politiche significative in merito alla attuale fase politica per cui stiamo verificando ulteriormente la possibilità di un percorso e un’azione comune.

L’obiettivo di Sinistra Anticapitalista, argomentato e difeso negli incontri con le diverse forze politiche, è costruire uno schieramento politico ampio, realmente alternativo e in totale discontinuità con contenuti e pratiche che hanno caratterizzato e caratterizzano la maggior parte delle forze della sinistra. Vogliamo che questo schieramento sia largo, aperto ed inclusivo nella chiarezza dei suoi contenuti e del suo progetto. Non c’è dubbio che il percorso sia lungo e difficile e che ci sia molto da fare.

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