Il Congresso del Partito comunista cinese prenderà il via il prossimo 18 ottobre. Ladata è stata annunciata dall’agenzia Xinhua. Per il calendario lunare il giorno è ottimo per “sterminare parassiti”, circostanza che sa quasi di programma politico per un conclave rosso dedicato al rinnovo degli organi dirigenti e anticipato nei cinque anni precedenti dalla campagna anti-corruzione lanciata dal presidente Xi Jinping. Il congresso sarà anche occasione per lo stesso Xi di rafforzare la sua posizione nel corso del secondo mandato a capo di Stato e con l’ipotesi di rompere con la regola che impone la pensione dopo dieci anni alla presidenza, cercando quindi di restare in carica anche dopo il 2022.

Per farlo sarà importante la composizione del Comitato centrale, del politburo e del Comitato permanente, dove oggi siedono ancora componenti scelti o vicini agli ex presidenti Hu Jintao e Jiang Zemin.

Il 19esimo congresso del Partito comunista cinese. Rinnoverà il comitato centrale del Partito, il politburo e, al vertice più alto, la commissione permanente del politburo, cioè la vera e propria stanza dei bottoni: i 7, oppure 9 — il numero può variare — che di fatto governano la Cina. Finora si è sicuri di una cosa: Xi Jinping sarà per altri 5 anni almeno il segretario del Partito, cioè il lider maximo del Paese più grande del mondo in termini demografici nonché seconda superpotenza globale. Ricordiamo che nel sistema di potere cinese l’accumulo di cariche nel Partito e nello Stato dà la gerarchia: Xi Jinping è segretario del Partito, presidente della Repubblica Popolare e anche presidente della fondamentale Commissione Militare Centrale. In pratica, capo del Partito, dello Stato e dell’esercito.

Tutti gli occhi sono quindi puntati su quanto e come rafforzerà il proprio potere — che è l’ipotesi più gettonata — o se invece sarà contenuto da limiti costituzionali. L’attenzione è dunque rivolta agli uomini che lo affiancheranno: il vice-segretario nonché premier Li Keqiang resterà al suo posto? Oppure sarà sostituito dallo zar della sicurezza Wang Qishan, che in teoria dovrebbe invece andare in pensione e che è considerato un fedelissimo di Xi, quasi il suo braccio operativo? C’è abbastanza consenso nel ritenere che proseguirà la spinta accentratrice di Xi, che potrebbe adirittura preludere a un prolungamento del suo incarico oltre il 2022. Sarà anche interessante vedere quanti e quali rappresentanti della cosiddetta sesta generazione di leader, quelli che dovrebbero sostituire proprio Xi e questa generazione nel 2022, entreranno nei posti che contano.

Al di là dei giochi di potere, nel rapporto politico che pronuncerà durante il congresso, Xi Jinping farà un bilancio dei suoi primi cinque anni al potere e darà gli indirizzi politici, sociali ed economici per il futuro. Sarà quindi il punto di riferimento fondamentale per giudicare successi e insuccessi della Cina. Insomma, un congresso di Partito è una notizia abbastanza prosaica. Ma in Cina, quello che si tiene ogni cinque anni, è decisamente importante.

Gabriele Battaglia

Annunci