Minniti, Raggi e Basilone, l’abominio è compiuto, sabato 26 tutte e tutti in piazza a Roma.

“Devono sparire”, le parole gridate dal funzionario di polizia non sono altro che la greve traduzione della politica del governo Gentiloni e del ministro Minniti, che con il decreto sicurezza hanno inasprito la strada della repressione contro pover@, migrant@, rifugiat@, disoccupat@.

Una repressione che agisce, con respingimenti e daspo urbani, contro chiunque provi a reagire e a resistere alle politiche neoliberali, una sparizione umana a cui si concede esistenza solo quando è necessaria, in condizione di precarietà e di sfruttamento, a generare il profitto del capitale. Da persone a merce.

Quanto accaduto a Piazza Indipendenza è solo l’ultima rappresentazione plastica di un processo politico in atto da anni, un processo disumano in cui i diritti delle multinazionali e della libera concorrenza sono baluardi del diritto imposto e dove ai rifugiati politici e ai richiedenti asilo, che fuggono dalla dittatura in Eritrea e in Etiopia, bisogna spaccargli le braccia.

In questo l’amministrazione grillina della città di Roma non si è nemmeno questa volta distinta e con il silenzio della sindaca e degli assessori ha dato il suo consenso alla repressione violentando la storia di Roma come città aperta ed accogliente, il tutto per non ferire il proprio elettorato interclassista, ed il proprio leader Grillo, noto per le sue dichiarazioni xenofobe. Ancora una volta i cinque stelle si dimostrano completamente organici al sistema di potere reale.

Per questo è necessaria una reazione di classe e di popolo che esprima solidarietà agli abitanti di Via Curtatone, che respinga la repressione, che sostenga le resistenze di pover@, migrant@, lavorator@ e disoccupat@.

Sinistra Anticapitalista sostiene e partecipa alla manifestazione di sabato 26 agosto in Piazza dell’Esquilino a Roma alle ore 16.00.

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