Di Enio Minervini

D’Alema, Vendola, Fratoianni, Fassina, Speranza, Gotor, Civati. Perfino il povero ed inutile Ingroia, del quale ci stavamo dimenticando senza rimpianti.
C’è tutto il pantheon quasi completo della distruzione dei diritti sociali in Italia, del pareggio in bilancio nella Costituzione, delle finanziarie lacrime e sangue, della precarietà del lavoro, della scuola-impresa e di metà delle guerre fatte dall’Italia nel mondo negli ultimi 20 anni.
Il centro-sinistra, quel concetto talmente odioso che già soltanto con il suo nome regala un’intera generazione di giovani precari alla destra più becera.
Per ricominciare dovremmo rimuovere subito tutte le macerie create da questi personaggi. Avere la forza di sbarazzarci di loro riconsegnandoli al PD da cui sono nati e foraggiati.
Ci prova il Collettivo politico “Je so pazz” che pure era stato invitato. Ma non c’è nemmeno posto per loro in sala.
E’ tutto occupato da D’Alema, Vendola, Fratoianni, Fassina, Speranza, Gotor e Civati. O forse Civati non c’era? Chi può dirlo, chi può esserne interessato?
Quello che è certo ed importante è che le poltrone erano tutte occupate… Impossibile pensare ad un modo più efficace per rappresentare il loro progetto politico. Le poltrone sono occupate, accomodatevi fuori.
C’è un equivoco di fondo, in tutto questo. Che l’unità della sinistra si debba fare aggregando tutta questa roba. Invece è il contrario: l’unità della sinistra si fa unificando le lotte e le mobilitazioni dal basso, moltiplicando le agitazioni e innervandole di contenuti di uguaglianza, di solidarietà, di radicalità anticapitalistica, unificando gli sfruttati e le sfruttate di tutto il mondo, incominciando concretamente a farlo nei territorio.
E pertanto l’unità si fa spazzando via D’Alema, Vendola, Fratoianni, Fassina, Speranza, Gotor e Civati.

P.s. sì lo so, mi sono dimenticato di Pisapia e poi di… e poi di… e poi di…

Annunci