Gravissimo scandalo a Ubi Banca, la cui gestione fraudolenta del credito e del risparmio è sempre stata avallata dalla silente, contigua Bankitalia, molto attenta a non disturbare gli affari privati dei banchieri soci.

Oggi spuntano ancora nuove gravi ipotesi di riciclaggio internazionale, dopo quelle denunciate da Adusbef e piccoli azionisti Ubi, nel dettagliatissimo esposto alle Procure della Repubblica, il 4 aprile 2016.

Infatti, dopo le denunce e gli esposti, la procura di Bergamo aveva attivato una robusta inchiesta giudiziaria riguardante 39 soggetti più Ubi, a carico di banchieri come Emilio Zanetti, Andrea Moltrasio, Giampiero Pesenti, l’ad di Ubi Victor Massiah, il vicepresidente Mario Cera, Giovanni Bazoli e la figlia Francesca, per i quali la GDF aveva chiesto l’arresto nel dicembre 2015 per la “spiccata indole delinquenziale”.

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L’inchiesta condotta dalla procura di Bergamo  il 17 novembre 2016 ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 39 persone fra amministratori e dirigenti di Ubi Banca, della controllata Ubi Leasing, di due associazioni di azionisti e altri soggetti esterni al gruppo, coi magistrati che non ritennero di procedere con l’arresto delle 16 persone indicate dalla Guardia di Finanza, per l’effetto dirompente e le ripercussioni imprevedibili nei confronti del mercato.

In questi giorni anche la procura di Brescia ha aperto un ulteriore filone per il reato di riciclaggio.

La Guardia di Finanza su mandato della Procura di Brescia, ha acquisito  e sequestrato infatti tutta la documentazione informatica e cartacea utile alle indagini, dove ci sarebbero segnalazioni di operazioni sospette in materia di antiriciclaggio e agli obblighi di adeguata verifica della clientela, su un correntista che avrebbe fatto rientrare ingenti capitali dall’estero, in particolare una ferriera di Brescia riconducibile all’ex presidente del consiglio di gestione Ubi, utilizzando la succursale Ubi in Lussemburgo, la Ubi Banca International.

E’ l’ex responsabile dell’ufficio antiriciclaggio Ubi Banca Roberto Peroni, che questa volta denuncia e Bankitalia e Uif (Unità di informazione finanziaria), hanno il preciso dovere di rispondere, come mai non si sono accorti o non hanno prestato la dovuta attenzione al riciclaggio internazionale, che è stato concretizzato da Ubi Banca, anche nella triangolazione internazionale delle sue controllate.

“Un ufficio di vigilanza di Bankitalia, che non fa nulla per impedire la gestione fraudolenta del credito e del risparmio di Ubi Banca (alla quale regala come premio di fedeltà 3 delle 4 banche in risoluzione- CariChieti, Banca Etruria e Banca Marche- ad 1 euro), del banchiere socio Giovanni Bazoli, ed una Unità di informazione finanziaria per l’Italia (Uif), che avrebbe il dovere di prevenire fenomeni di riciclaggio, come quelli denunciati da Roberto Peroni nel 2014 e da Adusbef e piccoli soci Ubi nel 2012 ed il 4 aprile 2016, che non intervengono, forse  per non disturbare gli affari sporchi dei ‘banchieri amici’- già provati inconfutabilmente dalle indagini della Procura di Bergamo in quasi 50.000 pagine- devono essere destituiti ed incriminati dalle Procure della Repubblica inquirenti, per ripristinare la denegata giustizia e la legalità”.

Lo dichiara Elio Lannutti (Adusbef) in una nota.

 

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