Chen Quanguo, il leader del Partito nella regione nord-occidentale cinese dello Xinjiang, ha detto che il lavoro archeologico deve essere finalizzato a contrastare le spinte secessioniste. Bisogna insomma utilizzare i reperti culturali per insegnare alla gente che lo Xinjiang ha sempre fatto parte della Cina. Chen ha detto a un convegno di archeologi che bisogna «coltivare e promuovere i valori socialisti fondamentali, approfondire educazione patriottica e rafforzare il pensiero anti-secessionista». Da millenni, la storia è utilizzata in Cina per giustificare la dinastia regnante. In Xinjiang, uno dei reperti archeologici più famosi è la cosiddetta «Bella di Loulan», la mummia di una donna vissuta 3800 anni fa che dimostrerebbe come i primi abitanti del bacino del Tarim fossero di stirpe caucasica. Chissà che fine farà la mummia.

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