di Mariangela Tessa

I segnali che negli Stati Uniti ci fosse una bolla dei consumi c’erano tutti. La bancarotta di noti nomi della grande distribuzione nel settore della moda tra cui Aéropostale, Pacific Sun e American Apparel sono solo la punta dell’iceberg di una situazione di crisi che si trascinava da mesi.

Ora a parlare apertamente di bolla è Richard Hayne, CEO di Urban Outfitters, che, ieri in occasione della pubblicazione dei dati trimestrale del gruppo americano della moda, ha detto agli investitori che il comparto della grande distribuzione della moda “ci trova nel mezzo di un’enorme bolla”.

Hayne ha sottolineato che i rivenditori degli Stati Uniti stanno affrontando le conseguenze diprezzi al metri quadrati sei volte superiori a quelli di Europa e Giappone. Una bolla che “come quella delle case sta per scoppiare”.

“La nostra industria, così come è successo per  il settore immobiliare, ha visto i prezzi degli affitti salire velocemente negli anni 90 e primi anni 2000. Questo ha creato una bolla che, come quella delle case, è scoppiata. E i risultati sono davanti agli occhi di tutti: negozi sfitti e prezzi in calo. Questa tendenza continuerà per il prossimo futuro e può anche accelerare”.

Un’altra conseguenza di eccesso di capacità – mette in evidenza Hayne –  sono le continue promozioni che i rivenditori mettono in atto per stimolare la domanda attraverso prezzi più bassi. Questo finisce per incrementare la deflazione ed erodere i margini dei gruppi delle catene di abbigliamento.

Da Wall street Italia

Annunci