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– Unione Inquilini – Segreteria Nazionale
Comunicato 22 febbraio 2017
Casa; “ La solidarietà è un bene comune. A Brescia tre militanti del diritto alla casa hanno subìto condanne penali che variano da un anno e sei mesi per avere sostenuto il diritto alla casa di una famiglia che viveva in un furgone a seguito di uno sfratto. L’Unione Inquilini esprime la propria solidarietà e segnala il rischio di una ulteriore escalation repressiva recata dal recente decreto legge in materia di sicurezza.
Dichiarazione di Massimo Pasquini, Segretario Nazionale Unione Inquilini.
“Avverto con grande preoccupazione segnali di involuzione del nostro stato di diritto con una svolta verso la repressione che appare oggi l’unico strumento che le istituzioni del nostro Paese utilizzano per rispondere ai bisogni sociali e ai diritti costituzionali incomprimibili.
Per noi la solidarietà è un bene comune ed è un principio che ispira il nostro agire. Quanto avvenuto a Brescia, dove tre militanti del diritto alla casa, due del comitato antisfratti e una del comitato “diritti per tutti”, hanno subìto condanne penali tra un anno e sei mesi, per avere sostenuto il diritto alla casa di una famiglia che viveva in un furgone a seguito di uno sfratto.
L’Unione Inquilini esprime la propria solidarietà ai tre compagni e compagne che sono stati oggetto di una ingiusta condanna per avere espresso il sostegno ad una famiglia di sfrattati.
A fronte del completo abbandono e il deserto di interventi da parte delle istituzioni locali e nazionali verso le famiglie in disagio economico e sociale, in particolare con sfratto per morosità incolpevole segnalo, con preoccupazione, il rischio di una escalation repressiva, tenuto conto di sentenze come quelle emesse a Brescia ma anche di quanto previsto dal recente decreto legge in materi di sicurezza che propone in materia di patti per la sicurezza da siglare con i comuni l’intervento preventivo o repressivo delle occupazioni.
In realtà la drammatizzazione sociale della questione casa derubricata a questione di ordine pubblica rappresenta solo l’incapacità e l’indifferenza del Governo e dei Comuni che riescono solo a balbettare parole vuote rispetto alla vasta precarietà abitativa nel nostro Paese.
Il Governo negli ultimi anni: ha abolito le proroghe sfratti, azzerato il fondo contributo affitto, ridotto a 36 milioni di euro il fondo morosità incolpevole, azzerato le risorse per veri piani di edilizia residenziale pubblica se non destinando qualche briciola per il recupero di case popolari che i Comuni sono persino incapaci di utilizzare.
I Comuni nella loro totalità non definiscono efficaci piani casa, neanche fondati sul recupero dell’esistente inutilizzato, mentre con le Regioni, continuano a sostenere il finto social housing e fondi per l’acquisto di immobili privati.
Assistiamo quindi al fallimento di politiche abitative che non sono degne di un Paese del G7.
Cosi resta come unica risposta l’ordine pubblico. Governo, Regioni e Comuni sappiano che la dignità non si sfratta, e la solidarietà e la lotta per l’affermazione dei diritti sociali, in particolare quello alla casa, sono per noi il tratto distintivo tra civiltà e barbarie.

Brescia 16 febbraio 2017

La segreteria della Federazione di Brescia del Pci esprime, a nome del Partito, la propria solidarietà ai compagni Beppe, Claudio ed Elena condannati ingiustamente nell’adempimento di una pratica elementare di sostegno a chi reclama il diritto alla casa, diritto costituzionalmente sancito.

per la segreteria

Lamberto Lombardi

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