FORENZA (ALTRA EUROPA-GUE/NGL): «INACCETTABILE REVOCA SEGGIO PARLAMENTARE A FIGEN YUKSEKDAG. CHIEDERò CHE IL CASO VENGA DISCUSSO AL PARLAMENTO UE NELLA PROSSIMA PLENARIA»

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«La revoca del seggio parlamentare a Figen Yüksekdağ, co presidente dell’HDP, è inaccettabile – dichiara Eleonora Forenza, eurodeputata de L’Altra Europa – gruppo GUE/NGL – . Il governo di Erdogan è ormai un regime a tutti gli effetti, che calpesta i diritti costituzionali ad ogni livello. La mia solidarietà a Figen, che ho conosciuto alcuni mesi fa nel corso della sua visita in Italia e con la quale tra l’altro sono personalmente gemellata nell’ambito di un’inziativa di noi deputati Gue tesa proprio a provare a tutelare i parlamentari dell’Hdp, a tutto il partito, al popolo curdo e a chi combatte ogni giorno in Turchia per i diritti e la democrazia. Chiederò in tutte le sedi l’intervento europeo, in particolare chiederò che questo gravissimo episodio venga discusso nella prossima sessione plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo. L’Europa non può tacere di fronte prima agli arresti e ora addirittura alla revoca del seggio di una parlamentare eletta, dell’ennesimo atto intimidatorio e palesemente anticostituzionale del governo di Ankara».

Il Comune di Roma vuole chiudere il centro curdo Ararat

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Continua senza sosta l’attività di desertificazione sociale e culturale intrapresa dal Comune di Roma. Il 16 febbraio scorso è stata inviata un’intimazione a liberare gli spazi del Centro di cultura curda Ararat entro 30 giorni. L’ingiunzione di sgombero è corredata dalla richiesta di cifre esorbitanti per gli anni passati da parte dell’Amministrazione, mentre è ancora in attesa di definizione il provvedimento del TAR, per il quale l’udienza di merito è stata fissata per il 22 marzo 2017.

Il centro Ararat ha sempre pagato le quote concordate con il Comune di Roma. Si tratta quindi di una decisione unilaterale che avviene a fronte di reiterate richieste di incontri per l’individuazione di una soluzione condivisa.

Riteniamo sia particolarmente grave imporre la chiusura a un centro culturale attivo nella diffusione della cultura del popolo curdo, della sua lotta per la libertà con importanti importanti progetti di solidarietà itinere e mentre il tribunale competente non ha ancora preso una decisione.

Il centro culturale Ararat ha rappresentato negli ultimi diciotto anni uno spazio aperto, punto di riferimento per la comunità curda nella diaspora, un luogo di pace e convivenza tra diverse culture. In questi anni è stato attraversato da curdi provenienti da tutte le parti del Kurdistan: Ararat ha dato loro accoglienza, integrazione e cultura.

Mentre i curdi in Siria e in Turchia resistono e difendono la loro terra, combattendo per l’umanità contro gli attacchi di Daesh e dell’esercito turco, a Roma si tenta ancora una volta di cancellare un’esperienza fra le più vive e attive della città che vede protagonisti gli esuli curdi.

Daesh nel Rojava (Siria del nord) ha distrutto in maniera mirata le associazioni culturali. Il governo di Erdogan ha chiuso centinaia di organizzazioni della società civile curda. Oggi il Comune di Roma si rende complice di questo genocidio culturale portandolo nel cuore della capitale. E come se non bastasse, la scadenza dei 30 giorni coincide proprio con la settimana in cui cadono le celebrazioni del Newroz, il capodanno curdo.

Molte altre associazioni stanno subendo gli stessi ricatti, ma Ararat resisterà, così come resiste il popolo curdo in tutta la regione del l Kurdistan.

DALLE MONTAGNE DEL KURDISTAN AL CUORE DI ROMA, ARARAT NON SI SGOMBERA.

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