Scritto da Clash City Workers dal sito clashcityworkers.org

L’importanza e il significato del corteo di Sabato 21 chiamato dai licenziati Almaviva è stata taciuta dai giornali e dai media. A noi però dev’essere chiara.

Quel corteo è il simbolo di qualcosa di possibile e al contempo sempre più necessario: quello della solidarietà che si fa arma in mano a chi sente di star subendo lo stesso ricatto. E che si accorge che il modo in cui questo ricatto si impone è attraverso la concorrenza al ribasso con chi si trova nella stessa condizione. Unirsi è l’unica risposta possibile. Semplice, chiaro.

Difficile a farsi. Perché è difficile andare al di là dei tornaconti più immediati, soprattutto quando si è al limite della sopravvivenza. Difficile non farsi comprare o distrarre dai fasti e le illusioni di cui si ammanta questo sistema traditore. E perché la repressione colpisce duro, come dimostra il comportamento sconsiderato delle FF.OO. al corteo, quando all’improvviso e senza neanche il bisogno di un pretesto lo hanno spezzato a metà nel tentativo di isolare lo spezzone della lotta per la casa.
Per questo quelle migliaia di persone che hanno sfilato Sabato sono un segnale importantissimo. Per questo il fatto che il corteo non abbia ceduto minimamente alle provocazioni, sia rimasto composto e determinato, abbia avanzato compatto è un segnale altrettanto importante. Non è abbastanza, ma è qualcosa. Vorremmo molto di più, avremmo bisogno di molto di più, ma questo è quello che c’è. E quello che indica è che al resto potremo arrivarci.

Intanto la lotta del Comitato 1666 ex Almaviva continua, più forte di prima. Qui audio dell’intervista sul corteo a Radio Onda Rossa.

Di seguito il comunicato dei lavoratori.

Alla fine l’impossibile è diventato possibile, anzi possibilissimo. Il tutto è accaduto ieri, 21 gennaio, sotto una splendida giornata di sole, quando noi, ex lavoratori di almaviva, abbiamo dato vita ad una splendida manifestazione, promossa dal comitato1666 lex Almaviva, che ci ha visto attraversare il centro di Roma. Eravamo tanti, tutti a gridare no al ricatto, va ciò che ci voleva rendere schiavi con la connivenza di governo e sindacati confederali. E tanti a rivendicare ammortizzatori sociali adeguati ed una ricollocazione lavorativa slegata dal job act , che preveda anche una ricollocazione presso i committenti e a ribadire il nostro NO alla riduzione del salario ed al controllo individuale. Ci hanno provato a “spezzare” il corteo, quando in maniera indegna il servizio d’ordine ha tentato di separare in due tronconi i manifestanti isolando i movimenti di lotta per la casa, ma è stato inutile, inutile perché non è riuscito a fermare le nostre rivendicazioni. Anzi, ci teniamo a sottolineare che la lotta continua, continuerà in tutte le direzioni. Noi non molliamo perché come diceva qualcuno “ogni movimento rivoluzionario è romantico per definizione”.

Comitato 1666 ex Almaviva

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