Eccoli, i neri apostoli della morte: per le loro paure un pene in erezione, una vulva pulsante ed umida, uno spruzzo di sperma caldo sono l’orrore, la “pornografia”.

Amano, i codardi sciacalli del nulla, le lame d’acciaio che tagliano le carni, i proiettili che esplodono nei corpi, i fili spinati che rinchiudono la loro impotenza, le tetre bibbie, torah, corani della loro pazzia distruttrice. Si rinchiudono nelle loro chiese, moschee, sinagoghe, per sfuggire al calore che emana dai miliardi di cellule vive che li circondano e che un giorno finiranno per avere la meglio sulla loro stupida, ostinata guerra contro il futuro. Temono la vita e fanno di tutto per esorcizzarla nei corpi degli altri esseri umani, per immunizzarsi, inutilmente, contro quell’ebrezza che, persino loro, ultimi tra i viventi, sentono intensamente.

Flavio (scritto alla fine degli anni ’90, in tempi meno sospetti di quelli attuali).

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