Dietro gli scontri una manifestazione immensa. Quando la testa entrava agli Invalides la coda non riusciva a defluire da Place d’Italie distante oltre 5 Km. Il rumore assordante dei tamburi degli 8000 portuali confluiti da Havre, Marseille e dagli altri porti in sciopero, dava l’idea della forza dei lavoratori e di questa mobilitazione.

Gattaz, il presidente del MDEF la confindustria francese, in conferenza stampa denuncia il clima nauseabondo in cui i delegati sindacali e gli operai hanno un sentimento di impunità. Ha dichiarato che è necessario che il governo riprenda in mano con la forza la situazione, e impedisca ai lavoratori di danneggiare l’economia della Francia.

A Marsiglia oggi un’altra manifestazione enorme, con 140.000 lavoratori e studenti, ha paralizzato la città. Manifestazioni in moltissime città.

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In molte città d’Europa ed anche in Italia manifestazioni di solidarietà con i lavoratori francesi. La coscienza che la loro vittoria è la nostra, che se sconfiggono la Troika in Francia la partita si riapre in tutta Europa. I lavoratori francesi stanno  dimostrando che vincere è possibile.

A Brescia decine di militanti e lavoratori hanno presidiato con striscione volantini e megafono l’Auchan di Mazzano, dove la multinazionale francese cerca di umiliare i lavoratori come non riesce a fare in Francia. Ma anche qui la risposta è stata la lotta.

di Giampaolo Martinetti

Da popoffquotidiano.it

Mentre la loi Travail è in discussione al Senato, dove gli emendamenti della destra potrebbero dare l’opportunità al premier Manuel Valls di ritornare alla versione della legge imposta con l’articolo 49.3, il fronte di opposizione alla riforma del diritto del lavoro si è dato appuntamento nella capitale sfidando la repressione e le mistificazioni del governo socialista. Secondo l’esecutivo infatti i sindacati dei lavoratori e degli studenti (CGT, FO, Solidaires, FSU, UNEF, UNL et FIDL) avrebbero “preso in ostaggio il paese”. Dopo i tanti feriti, le manganellate e la pioggia di gas lacrimogeni che hanno accompagnato i manifestanti in questi mesi, la retorica del governo punta a delegittimare una grande mobilitazione popolare che rischia di paralizzare il paese.

La stragrande maggioranza degli studenti e delle classi popolari, schierandosi con i sindacati e la sinistra anticapitalista, chiede il ritiro immediato della riforma, mentre per i sondaggi il 75% dei francesi è sfavorevole a una legge che impone la precarizzazione del lavoro e la degradazione dei diritti dei lavoratori, e che prevede licenziamenti più facili, compressioni salariali e liberalizzazioni a favore degli interessi del grande capitale e degli imprenditori. Gli innumerevoli scioperi e le grandi manifestazioni, le varie azioni di protesta e il blocco dei servizi e della produzione nei settori economici più strategici, sono la prova concreta della forza di un movimento le cui rivendicazioni spaventano sia il presidente François Hollande sia i burocrati di Bruxelles.

In questo contesto, più di 700 autobus da tutta la Francia si sono messi in viaggio questa mattina alla volta della capitale. La manifestazione partirà alle ore 13 da Place d’Italie in direzione dell’Esplanade des Invalides. La prefettura di Parigi ha vietato ad almeno 130 persone di partecipare all’iniziativa di oggi, mentre alcuni gruppi di manifestanti in viaggio verso la città sono stati bloccati dalle forze di sicurezza. Lungo il percorso del corteo si segnala la presenza imponente della CRS, reparti di agenti in assetto antisommossa, e della BAC, la famigerata Brigade anti-criminalité già protagonista di abusi e violenze inaudite. Il segretario generale di Force ouvrière Jean-Claude Mailly avverte: “oggi non è l’ultima azione, la resistenza continuerà”, mentre lo slogan della giornata è “Tous à Paris le 14 juin!”.

Centinaia di migliaia di persone, lavoratrici e lavoratori, precari, disoccupati, studenti, artisti, pensionati e militanti della sinistra radicale si sono messi in marcia da Place d’Italie per chiedere a gran voce il ritiro della loi El Khomri. Documentata la presenza di poliziotti armati di fucile sull’Avenue des Gobelins da parte dei giovani del NPA. Importanti cortei si stanno svolgendo anche a Marsiglia, Rennes, Toulouse e Avignone. A Parigi si registrano tensioni tra un gruppo di persone incappucciate e la CRS.

Alla testa del corteo, Philippe Martinez (CGT) e Jean-Claude Mailly (FO) sono stati raggiunti da Marie-Noëlle Lienemann, senatrice socialista schierata contro il suo stesso partito. Al loro fianco sfila una marea umana contenuta da centinaia di agenti in assetto antisommossa. Migliaia di giovani cantano “Paris, debout soulève toi”!
A 90 minuti dalla partenza della manifestazione si sono verificati i primi incidenti della giornata. Per limitare l’azione di alcuni casseurs la polizia ha tagliato in due il corteo lanciando gas lacrimogeni sulla folla. Scontri nei dintorni di Val de Grâce, nel 5e arrondissement. Al momento 15 persone sarebbero state arrestate. Veementi cariche da parte della CRS. Un uomo è stato trasportato in ospedale in stato di incoscienza e si contano diversi feriti. La polizia sta utilizzando cannoni ad acqua contro la prima linea del corteo per disperdere i manifestanti.

Ore 17: le forze di sicurezza hanno preso posizione all’interno della piazza, mentre la testa del corteo è arrivata sull’Esplanade des Invalides dove la situazione resta molto tesa. Continuano gli scontri e le cariche, piovono gas lacrimogeni sui manifestanti.

Quando il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve parla di “un po’ di umanità” nei confronti delle forze di polizia dimentica forse che le politiche inumane del suo governo contribuiscono a marginalizzare milioni di cittadini condannati all’abbandono. Gli incidenti di oggi sono il risultato di una strategia della tensione portata avanti dall’esecutivo a fini esclusivamente politici. Ma la repressione sistematica perpetrata dal governo socialista, garantita dalla strumentalizzazione dello stato di emergenza, e la manipolazione mediatica non hanno fermato la rivolta sociale.

Il milione di manifestanti che ha sfilato oggi per le strade di Parigi rappresenta quella (vasta) parte della società francese che non intende piegarsi allo sfruttamento e ai diktat della Troika e del Medef, la confindustria francese. Se la riforma del diritto del lavoro in senso neoliberista non verrà ritirata le mobilitazioni continueranno per denunciare un esecutivo che non combatte la precarietà e l’aumento delle disuguaglianze e della povertà ma che, avallando le più sciagurate logiche del sistema capitalista, distrugge i diritti sociali e civili mettendo in discussione il futuro degli studenti, delle classi popolari e di tutti lavoratori.

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