PIANOBA Roma, In via Santa Croce in Gerusalemme, dal numero 55 al 59, c’è un edificio che l’lNPDAP ha, da tempo, abbandonato.

Oggi, è occupato da, circa, 180 famiglie senza casa perché sfrattate.

Le donne e gli uomini che l’hanno occupato, hanno costruito una comunità che si autogestisce e si organizza autonomamente. Una sorta di isola liberata nel mare magnum della città regolata dagli affitti, dai mutui, dalle proprietà private di ogni dimensione.

Dentro ci sono laboratori di lavoro artigianale, spazi di condivisione, mensa e ristoro. Un’area predisposta per un’accoglienza di primo soccorso a favore delle famiglie sfrattate e dei senzatetto, in genere.

L’edificio è controllato giorno e notte da un servizio di sorveglianza svolto dagli occupanti. I grandi cancelli rimangono chiusi alle forze dell’ordine. Una misura più che necessaria, visti i continui interventi di sgombero a Roma come in giro per l’Italia. L’ordine e la disciplina stanno diventando il credo, senza vergogna, dei giovani capi del paese.

Domenica 8 maggio, nella sala predisposta per i precedenti convegni sulla previdenza, si è tenuto l’incontro internazionalista sul “PIANO B”. un’altra democrazia, un’altra economia per un’altra Europa.

Quasi 200, militanti anticapitalisti reduci dalla manifestazione “STOP TTIP” del giorno prima e venuti appositamente per l’occasione, si sono incontrati per discuterne. Per radicare il progetto, per dare forma di azioni concrete alle idee in evoluzione. Compagne e compagni di Sinistra Anticapitalista, di Rifondazione Comunista, di Attac, di “l’Altra Liguria”, di “Prima le persone”, di “l’Altra Emilia-Romagna”, di CLASH CITY WORKERS, di “l’Altra Puglia” (mi scuso per le dimenticanze!), si sono seduti e incrociati nella sala. Volti noti e meno, con la stessa voglia di ricominciare a battersi contro il capitale, la sua austerità, i suoi padroni.

Una nuova occasione per mettere in circolo le parole e rafforzare le idee, dopo il “MEETING di Madrid” del 19/20/21 febbraio scorsi.

Nella discussione sono intervenuti, fra gli altri, Miguel Urban, eurodeputato di Podemos, e Marina Albiol, eurodeputata di Izquierda Unida. Portatori, entrambi, di una ventata di fiducia e di ottimismo, nata dalle lotte dirette per i diritti, per il salario, per la casa contro il flagello dei desahucios. Un vento tempestoso che sembra offrire l’occasione di un successo significativo nelle prossime, ripetute elezioni spagnole del 26 giugno.

Sono stati in grado di trasmettere, in maniera quasi palpabile, il concetto che solo le lotte di base, dentro le questioni di vita, incrinano il consenso scontato per il sistema capitalista. Fanno saltare la subalternità alle politiche “austere” imposte dalla finanza europea; per mano dei politici a essa asserviti.

La stessa forza concreta si è sentita, anche, nell’intervento di Philippe Poutou, operaio della FORD di Blanquefort e candidato alle presidenzial francesi i del 2017 per l’NPA (Nuoveau Parti Anticapitaliste) e da Ilaria studentessa italiana all’università di Poitiers. Le ragioni della “nuit debout”, delle mobilitazioni contro la LOI TRAVAIL sono parse più chiare; come momento di resistenza che diviene lotta per cambiare gli equilibri di potere fra le classi. Un conflitto capace di scuotere le coscienze, di mobilitare le giovani generazioni; di far capire come ogni resistenza diviene vana se non si contesta nella struttura il sistema capitalista. Una scelta decisiva nata nel crogiolo della creazione di grandi spazi di democrazia diretta; alternativi al controllo mediatico del potere.

Per queste ragioni, la repressione si è fatta violenta con centinaia di arresti e di feriti per le manganellate, per le pallottole di gomma sparate indiscriminatamente in faccia ai ragazzi in lotta. Tanto da porre la necessità di mettere al centro delle questioni proprio il problema della repressione e dell’autodifesa di massa degli spazi di democrazia diretta.

Su queste tracce esemplari è continuata la discussione che non ha dimenticato di porre la questione centrale della condizione femminile e della sua costante subalternità, nelle radici precapitaliste. Dell’antispecismo, dei diritti LGBT. Dell’accoglienza negata con le politiche securitarie; premessa e veicolo di ogni restrizione liberticida. Della controriforma renziana della Costituzione. Dei Referndum di lotta. Dell’antifascismo, contro la barbarie dei muri e dei respingimenti, avanzante.

Ogni intervento, pur nelle differenze naturali, si è caratterizzato per la decisa volontà di intraprendere la strada dell’unità di classe nelle lotte di base.

Parole avvampanti, foriere delle prossime iniziative collettive e diffuse.

. il 15 maggio: la nuit debout prende possesso delle città italiane. A Napoli, Roma, Milano, Torino, Brescia e ovunque sarà possibile.

. il 28 maggio: manifestazioni diffuse per rivendicare il PIANO B.

. in autunno un grande convegno internazionale per elaborare e articolare in Italia il PIANO B

Le fila della discussione sono tutte da definire, da precisare nel grande canovaccio delle idee di lotte e delle pratiche conflittuali in fieri.

Quasi un segno che le conclusioni vere sono impossibili quando l’azione collettiva apre gli spazi inesplorati della lotta di classe.

UNA QUESTIONE URGENTE DI UMANITA’!

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