– mercoledì 27 aprile: DOPO LE CELEBRAZIONI, LA PRATICA!
Un giorno dopo l’altro, un’infamia e una resistenza.
Le parole vanno in tondo; le letture restano confinate nel territorio segregato del pensiero. Le ragioni dell’inutilità dell’agire si accumulano, spinte dal cinismo e dalle paure.
Noi siamo qui tra le cose di tutti i giorni; una vita dopo l’altra.
Un’azione diretta senza soluzione di continuità; disperata e indispensabile che consolida la teoria e la pratica della ribellione.
Poi si vedrà!
Stiamo già preparando due picchetti di resistenza antisfratto:
– a Ghedi in via Ugo Foscolo n.36 (18° accesso dell’Ufficiale giudiziario)
– a Montichiari in via Carducci n.37.

– giovedì 28 aprile: ORA E SEMPRE
Se continua avere un senso ricordare la liberazione e le donne e gli uomini che l’hanno realizzata, è perché, ogni giorno, quegli ideali vivono nelle lotte per il diritto alla vita di tanti esseri umani.
Bambini, donne e uomini sbattuti via dalle tempeste capitaliste. Dalle guerre, dalle carestie, dai disastri ambientali.
I ricchi del mondo, intanto, banchettano coi loro servi portavoce, i cicisbei intellettuali, i cani da guardia e da morte, le loro puttane da copertina.
Se ha un senso camminare con le bandiere al sole d’aprile, è perché la Resistenza ci ha spiegato con chiarezza che, sempre, è giusto e indispensabile violare la legge ingiusta. Resistere all’ordine violento. Disubbidire e creare ribellione quando i diritti fondamentali sono messi in pericolo.
OGGI, giovedì 28 aprile, un altro picchetto antisfratto a Caino in via Nazionale n.64.
C’è una famiglia povera condannata allo sfratto. Per loro, nemmeno le briciole del banchetto dei padroni.
A Caino, in via Nazionale, 64/S
Ci saremo noi, al loro fianco.

– venerdì 29 aprile: PER AMORE
Diremo che si chiama Giulia o Maria o Fatima o …
Diciamo, con certezza, che è una madre. Vive a Travagliato con i suoi tre figli. A pochi metri dal Municipio; dagli uffici dei servizi sociali. Da quello del sindaco leghista.
Raccontiamo, senza ombra di dubbio, che, un giorno sì e un altro no, va a Brescia, in ospedale. Deve farlo senza scampo, senza mancare un giorno, perché è così che funziona la dialisi.
Senza morirebbe “.,. a causa dell’accumulo di tossine nel flusso sanguigno”.
La sua condizione è conosciuta; è lì a due passi, sotto gli occhi di tutti.
Di quelli che hanno gli strumenti per aiutarla definitivamente .
Una situazione semplice, chiara, nella sua drammatica specificità.
Una donna malata, senza lavoro e i suoi tre figli. Due minori e il terzo di diciott’anni che studia, ma è pronto a lasciare la scuola per lavorare. L’ha dichiarato pubblicamente ai servizi sociali e a tutti i volenterosi che stanno dando un minimo aiuto.
Così funziona, qui a livello di terra, nella dimensione relegata ai poveri.
OGGI, venerdì 29 aprile, verranno, con le facce dell’obbedienza e del dovere, a buttarli fuori casa. Dopo 5 rinvii, la condanna allo sfratto va, finalmente, eseguita.
Cosa succederà dopo, non è questione che riguarda l’ufficiale giudiziario, i carabinieri o i poliziotti, il proprietario dell’appartamento e il suo avvocato. Il destino è la strada e un altro lungo passo verso il disfacimento, l’annientamento di sè.
La vita va avanti, i problemi di ciascuno danno il ritmo alle giornate. Il pensiero del male viene soffocato; scacciata l’idea che oggi è il giorno, diremo, di Giulia, di Maria, di Fatima e domani, chissà , magari quello del vicino. Troppo affannato a vivere e quasi contento che l’ordine venga ristabilito.
Finché anche lui non sarà considerato disordine da spazzare via.
Non riguarda il sindaco leghista lo sfratto di una madre e dei suoi tre figli. Riguarda noi che saremo barricati con loro.
Non sappiamo come finirà , ma saremo là a fare quello che è giusto. A batterci per la vita di ogni essere umano.
Oggi, per quella, diremo …, e di tre figli che saranno, nella lotta, anche i nostri.
In ogni caso, dalla casa sotto sfratto al Comune, sono proprio due passi .
In via Mandorle n7, stiamo già arrivando.
Altre e altri militanti stanno preparandosi a respingere 2 sfratti ulteriori. Perché oggi sono 3 le infamie da affrontare.
– a Brescia in via Dalmazia e, ancora, in via Veneto.
Come ci dicono, non stiamo cambiando gli equilibri dei rapporti di forza; ma, intanto, ci battiamo una vita per volta.
Poi, sarà quello che sarà !

– I RISULTATI DI UNA SETTIMANA DI LOTTA:
27/04/16 GHEDI – VIA FOSCOLO, 36 (18° ACCESSO): RINVIATO AL 5 LUGLIO.
27/04/16 MONTICHIARI, via Carducci n.37 (4° accesso INSELVINI): RINVIATO AL 31 AGOSTO. ENTRO TALE DATA AVVERRA’ IL PASSAGGIO DA CASA A CASA.
28/04/16 CAINO via Nazionale n.64/S: RINVIATO AL 6 GIUGNO.
29/04/16 BRESCIA via DALMAZIA, 49 (5° accesso – PALMA): RINVIO DI 3 MESI.
29/04/16 Travagliato VIA MANDORLE n.7 (3 FIGLI MINORI e la madre è DIALIZZATA CON INVALIDITA’ AL 100%) – 6° ACCESSO: RINVIO AL 28 LUGLIO.
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