È di pochi giorni fa la notizia dell’espulsione di 17 delegati FIOM della FCA (ex FIAT) del Molise e della Basilicata, pubblicata (con le reazioni sacrosante dei compagni dell’opposizione nella FIOM e nella CGIL) anche sul nostro blog. Sono “accusati” di aver dato vita ad un Coordinamento Intersindacale, al di là delle sigle di appartenenza. Non l’avessero mai fatto! Si tratta di un salto di qualità in negativo di quello che era il più grosso (e un tempo) il più combattivo sindacato italiano. Sento già le voci di molti compagni militanti del sindacalismo di base (compresi quelli del mio sindacato, i COBAS): “Ma che aspettano quelli della sinistra CGIL ad uscire da un’organizzazione burocratica e collaborazionista ormai sputtanata?”. E, mettendomi nei panni di questi ultimi, mi sembra già di sentire le loro reazioni: “Per andare dove? Nei COBAS? Nell’USB? Nella CUB? Nel SICOBAS? Nell’ADL COBAS? Nell’USI? Nell’UNICOBAS? Nello SLAI COBAS?”. E mi fermo qui per carità di patria!

Oggi si inaugurerà anche a Brescia la sede della CUB, in via Don Vender. Tra l’altro è prevista anche un’assemblea aperta (ci sarà anche Cremaschi) per preparare lo sciopero generale indetto per il 18 marzo dalla CUB, dal SICOBAS e dall’USI. Ovviamente nessuno ha invitato nè il SICOBAS nè l’USI a partecipare a quest’assemblea. D’altra parte, 3 giorni fa c’è stata un’assemblea aperta del SICOBAS, per i lavoratori della Motive, a cui non hanno partecipato nè la CUB, nè l’USI. E nemmeno i COBAS (se escludiamo la mia presenza, a titolo individuale), o l’ORMA (anche qui escludendo un compagno, presente anche lui a titolo individuale). Solo i due compagni dell’Opposizione CGIL erano, in un certo senso, stati delegati dall’organizzazione. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere!

Sento già le obiezioni di molti compagni: ogni organizzazione sindacale ha la sua storia, il suo progetto politico-sindacale, ci sono stati vari tentativi falliti, se non d’unificazione, almeno di fronti comuni, patti, ecc. Posso dire sinceramente una cosa? Non me ne importa nulla! Se non abbiamo ancora capito quella lezione antica, basica, nella storia del movimento operaio, che si riassume nel semplice slogan “Uniti si vince, divisi si perde”, ci conviene starcene a casa a guardare la TV, come i tanti “Fantozzi” che pullulano ovunque, invece di sputar sangue e sudore nei picchetti davanti alle fabbriche, o nella logistica, o negli scioperi della scuola, ecc. Tanto non cambieremo i rapporti di forza con i padroni, continuando testardamente ad andare in ordine sparso.

Flavio (militante COBAS, simpatizzante SICOBAS, CUB, ORMA, USI, Opposizione CGIL, ecc.)


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