Brescia ha visto, per la sesta volta in dieci giorni, un’altra, enorme manifestazione contro il genocidio a Gaza e l’assalto piratesco delle truppe sioniste alla Sumud Flottilla. Già alle 17, un’ora prima del previsto inizio del corteo, alcune centinaia di persone si erano concentrate in Piazza Duomo, intorno alla tenda per Gaza. Mano a mano che l’ora prevista si avvicinava, la folla andava crescendo, fino a riempire tutta la parte nord dell’enorme piazza. Verso le 18 si è fatta strada tra la gente assiepata una piccola barca di polistirolo, con una vela su cui era scritto “Non si può fermare il vento”: la portava un gruppo di una dozzina di bambini, piccoli (scuola primaria) e anche piccolissimi, di 5 o 6 anni al massimo, che hanno fatto ricordare a tutt* che le prime vittime della ferocia vendicativa dei fascio-sionisti sono proprio i loro coetanei. Mentre gli applausi avvolgevano i piccoli “artisti” (con qualche adulto visibilmente commosso), il corteo ha cominciato a muoversi, con centinaia di bandiere palestinesi e qualche bandiera rossa (del PRC, di PaP, dell’USB, dei COBAS) e una minuscola bandiera rosso-nera portata dal piccolo gruppo di internazionalisti (marxisti o anarchici, poco importa). Gli slogan lanciati a gran voce erano gli stessi sentiti nelle ultime settimane, semplici, diretti. E pure quelli vagamente velleitari e ben lontani dalla disastrosa realtà di Gaza, come “Intifada fino alla vittoria”. L’enorme corteo, dopo aver percorso buona parte del ring, è arrivato in stazione centrale, dove, senza incidenti, sono stati occupati i binari per una trentina di minuti. Ancora una volta Brescia ha mostrato il suo volto migliore, quello antirazzista, anti-guerra e, almeno in parte, internazionalista. Ma lasciamo parlare le immagini.

FG


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