Oggi è stata la Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, indetta dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro. In occasione di questa giornata Maruska, la madre di Mirko, un giovane lavoratore morto a Manerbio nel 2023, con l’aiuto di altri familiari di morti sul lavoro, di alcuni compagni del Collettivo Gardesano Autonomo e dell’ANMIL ha organizzato un presidio di “ricordo” e di protesta, davanti alla Prefettura, in Piazza Duomo. Una settantina di persone hanno partecipato, esprimendo la loro solidarietà a Maruska, a tutti i familiari delle vittime. Tutti gli intervenuti (col megafono, perché il microfono non funzionava) hanno sottolineato l’enorme “costo” del lavoro per i proletari: oltre 1000 morti (quasi 1500 contando quelli “in itinere”) nel 2024, centinaia di migliaia gli incidenti più o meno gravi. E purtroppo in crescita negli ultimi anni, invertendo la storica tendenza alla diminuzione. E Brescia si conferma come la provincia più “assassina” della Lombardia (41 morti, contro i 44 di Milano, che però ha quasi il triplo di abitanti). La maggior parte ha chiarito che esiste un rapporto stretto tra logica del sistema capitalistico (il profitto come unica bussola) ed incidenti sul lavoro. Anche lasciando perdere le carenze specifiche (a volte al limite della stessa legalità borghese, se non sotto) dettate da un surplus di avidità e/o dalle debolezze strutturali della cosiddetta “piccola impresa”, l’esempio calzante della criminalità intrinseca di un sistema che antepone il profitto alla vita umana è stata la citazione della famigerata frase dell’ex dirigente delle FFSS (quindi non di una fabbrichetta di Lumezzane), Moretti: “Se dovessi applicare tutte le misure per la sicurezza [di lavoratori, passeggeri ecc., ndr] sarei fuori mercato”. Eccolo ergersi sopra le nostre vite, questo Moloch “sacro” del Capitale: il dio “Mercato”. E finché i lavoratori e l’intera società degli sfruttati ed oppressi non avrà capito che il problema sta proprio lì, nel maledetto “libero mercato” e nelle sue cosiddette “leggi” (che non hanno nulla di “naturale”), e non avranno ricominciato a rompere con la sottomissione a questo fantasma, continueremo a piangere i nostri morti, i nostri feriti, i nostri mutilati. Dobbiamo gridarlo sempre più forte: LE NOSTRE VITE VALGONO MOLTO DI PIU’ DEI VOSTRI PROFITTI!
FG
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