Martedì prossimo, in occasione dell’80° anniversario della liberazione dal fascismo, l’AICVAS (Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna) di Brescia presenterà il libro autobiografico di Nello Poma, curato dal figlio Italo, attuale presidente nazionale dell’AICVAS, e da Alberto Zola. Oltre ad Italo, introdurranno il libro Rinaldo Capra, della sezione bresciana dell’AICVAS, e Boretti Nicoletto, dell’ANPI, figlio di un altro combattente di Spagna e poi partigiano, Italo Nicoletto. La storia militante di Nello, giovane operaio biellese che entra in contatto con il PCdI clandestino nel 1934 e che riuscirà a raggiungere la Spagna nell’agosto del ’37, dove si batterà contro i franchisti nelle fila delle Brigate Internazionali, è estremamente interessante. Un tipico e paradigmatico esempio di generoso impegno antifascista (e soggettivamente rivoluzionario) che lo porta dai campi di battaglia spagnoli (dove verrà ferito ben tre volte) ai campi di concentramento francesi (che furono, insieme al confino, la sua “università”), dalle carceri italiane al confino a Ventotene, dalla guerriglia partigiana nel Biellese alla battaglia politica (e sindacale) del dopoguerra. Influenzato in particolare da Pietro Secchia (ritenuto da molti, a torto o a ragione, come una specie di “dissidente di sinistra” rispetto alla linea moderata del PCI togliattiano) Nello continuerà a militare nel PCI fino alla sua morte, avvenuta nel 2001. Ma la sua militanza non fu mai quella di un passivo esecutore delle direttive nazionali (la famosa “ginnastica d’obbedienza”), secondo la tradizione dello stalinismo. Irrequieto ed in odore di eresia (era uno delle tante bestie nere di Amendola ed in genere dell’ala destra dello stalinismo italiano) avrà durante la sua “carriera” nel partito e nel sindacato molti problemi ed ostacoli dovuti alle sue posizioni politiche ritenute poco “ortodosse” dal gruppo dirigente togliattiano e post-togliattiano. Uno dei tanti esempi di quel “mondo a parte” che fu il PCI, un mondo in cui si mescolavano squallidi burocrati in carriera di obbedienza stalino-togliattiana (destinati ovviamente a luminosa carriera e spesso all’approdo nel futuro PDS-DS e persino PD) e generosi compagni perennemente a disagio nel “letto di Procuste” del più grande partito comunista del mondo occidentale.

L’appuntamento, a cui hanno aderito l’ANPI del centro storico, l’Associazione Culturale “L. Maitan – C. Berneri”, Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e Sinistra Anticapitalista, è per il prossimo martedì 22 aprile, alle ore 20, presso la sede dell’ANPI “Caduti di Piazza Rovetta”, in via Borgondio, al Carmine.

Flavio Guidi


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