Quasi 30 anni fa, il fotografo-artista bresciano Flavio Bonetti realizzò, con l’aiuto di un gruppo di amici (il gruppo Stalker) una performance in Piazza Vittoria per ricordare l’olocausto dei campi di sterminio nazisti. Con la collaborazione degli studenti del Liceo Artistico “Olivieri” e della scuola media del Villaggio Sereno, che si “gemellarono” con circa 2.000 vittime del lager di Auschwitz, ognuno di loro scrivendo su un foglio il nome di una delle vittime, e con l’appoggio del Comune di Brescia che concesse la piazza per l’iniziativa, diede vita ad una proiezione di immagini su uno schermo gigante, che poi era il palazzo delle poste centrali. La scelta della piazza piacentiniana, la “più fascista” di Brescia (e chiaramente la più brutta), come scenario della performance, non era ovviamente casuale. In una serata ventosa e piovosa del maggio 1995, duemila fogli con i nomi dei “passati per il camino”, appesi a dei fili stesi tra i due pennoni (come si può vedere nella foto in alto) inquadravano le immagini sul megaschermo costituito dall’edificio marmoreo delle poste. In seguito Bonetti, usando un video di quella serata e altri video prodotti da lui, realizzò il cortometraggio “Normale” (che vinse tra l’altro il primo premio al festival di Bellaria nel 1996). Da questa esperienza nasce la mostra “Normale”, che verrà inaugurata domenica prossima a Casale Monferrato nei locali della sinagoga e dei musei ebraici. Ma ecco la presentazione ufficiale.

Domenica 9 FEBBRAIO 2025 il Festival della Fotografia MonFest 2024/2025, in svolgimento a Casale Monferrato, aggiunge ai propri spazi quelli del Complesso Ebraico di vicolo Salomone Olper. Alle ore 11 in Sala Carmi si inaugura “NORMALE”, un lavoro di ricerca di Flavio Bonetti, allestito in un percorso espositivo a cura di Daria Carmi e Marco Porta.

Ciò che vedremo negli spazi attorno alla Sinagoga sarà soprattutto una riflessione coerente sia con il tema di MonFest, che quest’anno ha come parole chiave “Cinema, Musica, Teatro”, sia con le tematiche affrontate proprio in queste sale in tanti appuntamenti culturali, tra cui il Giorno della Memoria appena celebrato. “Normale” è una mostra che esplora la teatralità dei mass-media e del senso comune, una ricerca, ricca di frammenti, un pensiero vivo, difficile da cogliere nella sua interezza, con confini mobili e sfuggenti, il cui oggetto principale è il senso più profondo della vita, l’uomo che mitiga e mimetizza il male assoluto, l’orrore, la disperazione, l’odio e tutta la drammaticità dell’esistere nel procedere abitudinario, nella consuetudine, nel quotidiano.

Questo pensiero ha cominciato ad esistere nel 1995, in forma di allestimento e manifestazione in piazza Vittoria a Brescia, in occasione dei 50 anni dal 1945: aveva la forma un di grande schermo dove si alternano fotografie del ghetto di Varsavia a immagini in presa diretta del pubblico guardante. Sopra lo schermo piccoli fogli dove gli studenti della scuola media avevano scritto i nomi di 7500 ebrei italiani morti nei lager. Ed è da questo primo evento, incompiuto perché forti temporali ne hanno impedito lo svolgimento, che emerge in Bonetti la volontà di farne un film documentario. Da pensiero sulla Shoah diventa un’inchiesta sulla normalità. NORMALE si trasforma così in un film di 11 minuti, in bianco/nero, che ha come colonna sonora il brano musicale “Anthem” di Peter Erskine, e la canzone “Quella cosa in Lombardia” di Fiorenzo Carpi e Franco Fortini cantata da Laura Betti. Presentato all’”Anteprima del Cinema Indipendente Italiano” a Bellaria a giugno ’96, vince il primo premio. Ne luglio ’96 viene proiettato a Pesaro per la “XXXIIa Mostra internazionale del Nuovo Cinema”, e nell’ottobre ‘96 al “Festival internazionale del Nuovo Film e Video” a Spalato, in Croazia.

Arriva ora nel Complesso Ebraico di Casale Monferrato come un desiderio realizzato postumo: quello di Elio Carmi che qui lo avrebbe voluto ospitare.

Insieme al filmato e una serie di immagini collegate alla stessa ricerca, troveremo esposta anche la serie fotografica Il Grande Carro: immagini di grande formato colme di oggetti a forma di personaggi, animali, veicoli, armi, minerali, piante: protagonisti di scene sapientemente e scenograficamente composte; e Paesaggi familiari la fotografia di una installazione composta da centinaia di ritratti stampati in piccolissime dimensioni (circa 2 cm ciascuna) e allestiti su una lastra di ferro per formare, idealmente, un luogo, una città attraversata da un fiume che si sta riversando nel mare. I ritratti sono tutti in bianco e nero, fotografie ad ampia divulgazione scaricate dal web e per questo familiari. Familiari anche perché formalmente simili a quei ritratti di famiglia che si usa appoggiare sui ripiani domestici. Le persone sono attori, musicisti, soldati, scrittori, persone note e comuni vissute nel ‘900.

“Normale” sarà visitabile ad ingresso libero fino al 4 maggio 2025 negli orari e nelle modalità di apertura del Complesso Ebraico di Casale. Informazioni su http://www.casalebraica.org – tel 0142 71807

Flavio Bonetti, si occupa di documentari e fotografia dal 1981. Nel 1996 ha partecipato al festival di Pesaro con “Normale” documentario sulla modernità della Shoah. Documentario che nello stesso anno, ha vinto l’anteprima del cinema indipendente di Bellaria. 

Nel 1999 ha partecipato al Torinofilmfest con “Geografia”.

Nel 2002 ha realizzato  “Domestico” un piccolo dramma-invettiva contro il turismo.

Dal 1985 ha fotografato assiduamente per molte case editrici in Italia e in Europa, nel settore delle riviste di moda e architettura.

Dal 2004 al 2008 ha collaborato come artista con la galleria Monica De Cardenas.

Suona tuttora il basso nel gruppo “falce e cammello”.

IN SINTESI

DOMENICA 9 FEBBRAIO 2025
Nell’ambito del Festival di Fotografia MonFest 2024/2025
INAUGURAZIONE MOSTRA Ore 11,00
NORMALE
di Flavio Bonetti
Un percorso espositivo a cura di Daria Carmi Marco Porta
(visitabile fino al 4 Maggio 2025)

   



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