Gli amici del “nemico del mio nemico”, sia pure con molta cautela, corrono ai ripari.
L’impatto mediatico dell’immagine di quella ragazza che sfida col suo corpo nudo e indifeso il regime fascista degli ayatollah rischia di far saltare tutta la loro narrazione e di far emergere tutte le contraddizioni della loro demenziale visione del mondo.
I guru del rossobrunismo e le mosche cocchiere della rivoluzione islamista per ora stanno zitti.
Si gioca sui “dubbi” e sui “sospetti”.
Ma come, proprio ora che i preti neri di Teheran stanno per scatenare “l’inferno in terra” contro il grande Satana e la sua creatura sionista?
Gomplotto. Bufala, per “giustificare l’attacco sionista sull’Iran”.
Come se Netanyahu avesse bisogno di ulteriori giustificazioni e alibi per condurre in porto i suoi obiettivi politici.
E come se le donne iraniane avessero bisogno che qualcuno gli ricordi la condizione di paria che vivono quotidianamente sulla loro pelle.
“Ma siamo sicuri che la notizia sia vera?”. “In fondo è solo una malata mentale”. “Una povera pazza”. “Una montatura costruita nei laboratori della Cia.”
La questione non è se la la notizia sia vera o falsa.
Se le Fosse Ardeatine fossero state una bufala, sarebbe cambiata qualcosa nella natura criminale del regime nazista?
Ammesso che le immagini della ragazza iraniana siano un prodotto dell’Intelligenza Artificiale, che cosa cambia?
Sarebbe lo stesso la VERITÀ di un popolo vessato e oppresso che vede nelle donne la parte più oscenamente violentata e quella più conseguentemente antagonista.
Sarebbe lo stesso REALE.
Perché quella è la condizione delle donne iraniane.
E il governo che le opprime è un governo da combattere e distruggere.
Non ci potrà essere liberazione dall’oppressione e dallo sfruttamento per i popoli del medio oriente senza la sconfitta dell’islamismo, che non è solo ideologia religiosa oscurantista ma una forza materiale coi suoi Stati e le sue organizzazioni militari e burocratiche.
“Parigi non vale bene una messa” e la distruzione del “nemico sionista” non può essere fatta facendo precipitare interi popoli nell’abisso di un medioevo reazionario.
A prezzo del suicidio dei proletari della regione.
Che Israele e l’Iran siano nemici non cambia di una virgola la loro comune natura di Stati reazionari.
E ora davvero basta.
Se non vi rendete conto dell’orizzonte limitato in cui vi dibattere, del cortile in cui vi siete relegati, della miseria del vostro sofisticare, è un problema vostro.
Affogherete assieme ai vostri “amici” e ai vostri “nemici dei vostri nemici” nella prossima guerra in cui vi siete ritagliati il ruolo di caporali di giornata.
Alle vostre guerre nazionali, alle vostre alleanze antimperialiste, alle “fasi”, alle “tappe”, ai “diritti dei popoli”, alle alchimie delle vostre “rivoluzioni” abortite, ai vostri “guerrieri di dio” noi rispondiamo con la parola d’ordine della rivoluzione iraniana.
Donna, vita, libertà.
E questo vale a Teheran e vale pure a Gaza.
Perché la rivoluzione è la forza materiale che libera l’umanità, non l’anticamera di un’altra “nuova” oppressione.
… Chi giustifica l’esistenza del fascismo iraniano e della stessa pasta di chi giustifica l’esistenza del fascismo israeliano.
Un infame.
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