Stamattina, in una Piazza Loggia insolitamente tiepida per la stagione, un centinaio di individui in uniforme (soldati, carabinieri, ecc.) e qualche curioso hanno ascoltato i soliti discorsi delle cosiddette “autorità” sull’unità nazionale, le forze armate, la “patria” ed altre amenità. Mancavano quasi del tutto, per fortuna, le scolaresche che in altre occasioni degli “insegnanti” privi di scrupoli e di cultura avevano costretto ad assistere alla ridicola parata. Assenti i cittadini e le cittadine, ancor più che negli anni precedenti. La piazza semivuota ha visto gli striscioni della ventina di antimilitaristi lì convenuti e le canzoni alternative alle stucchevoli marcette militari: l’Internazionale, Stornelli d’Esilio, Il Disertore (di Boris Vian). E, come ci racconta il nostro collaboratore presente in piazza, il noto Feicnius, ha potuto ascoltare anche il discorso alternativo del sindaco del piccolo paesino di Ireneo, Augusto Masetti, che qui riportiamo.
“Care cittadine, cari cittadini, oggi è una giornata di lutto. Una giornata che ricorda non solo i 650 mila italiani morti durante la prima guerra mondiale, ma anche gli oltre 10 milioni di austro-ungarici, tedeschi, francesi, britannici, russi, serbi, turchi, bulgari, romeni, belgi, ecc. ecc. finiti a concimare la terra in quell’immane massacro. Un massacro che permise ai grandi profittatori di guerra, come qui da noi la FIAT e le grandi aziende siderurgiche e meccaniche (ma non solo loro) di moltiplicare per 10 i loro profitti. Qui, nel Belpaese, i nazionalisti di tutte le risme, a cominciare da quel trombone di D’Annunzio, riuscirono a convincere migliaia e migliaia di giovani a buttar via la propria vita per “liberare” Trento e Trieste “dall’oppressione austriaca”. Gli irredentisti un po’ più seri, come Cesare Battisti, raccomandarono di non occupare terre “non italiane”, come il Tirolo del sud e le zone slave del confine orientale, e non furono ascoltati. E ancor oggi sentiamo gli echi di quei tromboni che, anche in questa piazza, oggi, ci parlano di quella sciagurata guerra come se fosse la “Quarta” guerra d’indipendenza, dimenticando che, grazie alla cosiddetta “vittoria” (di chi?), oltre 500 mila slavi della “Venezia Giulia”, dell’Istria e di Zara, oltre 250 mila tedeschi del Tirolo meridionale furono annessi all’Italia, dove furono privati del diritto (soprattutto a partire dal 1922) di usare la propria lingua materna e costretti ad “italianizzarsi”. E non parliamo degli africani dell’Oltregiuba, annesso alla Somalia italiana per grazia britannica. D’altra parte i soldati italiani che cantavano “Gorizia tu sei maledetta”…..[a questo punto il microfono del sindaco Masetti smette di funzionare, e si vede il pover’uomo strattonato da alcuni carabinieri e costretto a scendere dal palco]. Fine delle trasmissioni. Da lontano si sente un piccolo coro che canta “E nostra patria è il mondo intero…..“
Feicnius
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