Riprendiamo, da un post su Facebook di Cronache Ribelli, una storia di oltre due secoli fa. Gli USA non sono ovviamente più così arretrati (come, per fortuna, il resto del mondo) da impiccare dei bambini, come era normale per dei puritani cresciuti obbedendo alle atrocità della Bibbia. Ciò nonostante abbiamo innumerevoli esempi di come la pestifera influenza della cultura cristiano-protestante basata sulla cosiddetta “Bibbia” non sia ancora morta, in particolare nell’area anglo-sassone.
“Grazie, sei stato gentile”.
Furono queste le ultime parole di Hannah Ocuish, una bambina di appena 12 anni e mezzo. Le pronunciò mentre saliva sul patibolo. Ad attenderla, la corda dove sarebbe stata impiccata.
Era l’epilogo di una vita non facile per Hannah. Cresciuta solo con la madre ed un fratello, era una nativa Pequot del Connecticut, facente parte dei neonati Stati Uniti d’America. La vita della bimba partiva già in salita: figlia di una madre abbandonata dal compagno, indiana, povera, con problemi mentali. La madre trovava spesso conforto nell’alcool e spariva anche per settimane intere, e Hannah si ritrovò quindi a vivere di furtarelli finché non venne mandata in diversi orfanotrofi.
Nel luglio del 1786 una bimba di sette anni, Eunice Bollace, figlia di una famiglia benestante della zona, viene ritrovata morta poco fuori la città di New London. Mesi prima aveva litigato con Hannah, accusandola di averle rubato delle fragole. Quando arriva la polizia Hannah afferma di aver visto quattro ragazzini fuggire dalla zona dove era stato trovato il corpo. Le vengono chieste maggiori informazioni e la bimba scoppia in un pianto a dirotto, affermando di aver colpito e poi soffocato Eunice.
La bambina dovrà quindi sottoporsi ad un processo: poca importa la sua condizione sociale e psichica e tanto meno la sua età.
“Risparmiarti per la tua età avrebbe conseguenze pericolose sulla gente”, dirà il giudice che emetterà la condanna: pena di morte tramite impiccagione da scontare nel dicembre di quello stesso anno. Un giorno che, per la bambina, arrivò presto.
Ad assistere all’esecuzione vi era tutta la città, compreso il pastore locale che predicò dei danni che subiscono i bambini cresciuti senza il conforto della parola di Dio, di come Hannah sarebbe stata giudicata anche dopo la sua morte per l’orrendo crimine commesso. Con l’approvazione della folla, la bambina salì sul patibolo ringraziando, come detto, lo sceriffo che la aveva trattata con riguardo durante i sei mesi di prigionia. Il piccolo cappio le venne avvolto intorno al collo e la uccise in pochi secondi. Giustizia, per tutta la folla assiepata lì intorno, era stata fatta, facendo di Hannah la più giovane condannata a morte della storia statunitense.
Continuando il discorso accennato sopra, la Riforma protestante riuscì purtroppo a rinvigorire una versione puritana e antico-testamentaria del cristianesimo che cominciava a mostrare vistose crepe, grazie all’Umanesimo e al Rinascimento, nelle aree più avanzate d’Europa (come gli stati italiani, la Francia, le Fiandre, ecc.). La necessità di rispondere alla sfida spinse anche le aree restate (a suon di cannonate) “fedeli” al papato ad effettuare una radicale svolta reazionaria (la cosiddetta Controriforma). E fino all’Illuminismo e alla benedetta Rivoluzione Francese l’Europa e le sue dipendenze oltre oceano popolate da emigrati europei dovettero fare i conti con questo gigantesco processo di restaurazione dell’ideologia medievale (seppur contraddittoriamente pieno di influenze “moderne”, come lo spiccato individualismo tipicamente borghese). Opponendosi in prima fila alla Rivoluzione, i conservatori britannici, nonostante avessero precorso i tempi 150 anni prima con la decapitazione di Carlo I) se da un lato difendevano modernamente l’impero britannico dalla concorrenza della storica potenza francese, dall’altro esprimevano l’arretratezza politica e culturale ereditata dal legame con la loro versione, bigotta e oscurantista, del cristianesimo. Arretratezza che si estendeva a tutte le loro colonie ed ex colonie (come gli USA) e che possiamo riscontrare ancor oggi (per esempio nei sistemi politici, elettorali, scolastici, ecc.). Seppure, in un certo senso, culla del liberalismo, questi paesi non hanno ancora partecipato fino in fondo al passaggio dal liberalismo alla vera e propria democrazia borghese. (FG)
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