E così, come si temeva, il vento di destra che soffia sull’Europa (e su gran parte del mondo, ahinoi) da un po’ di anni a questa parte (anche se per me è almeno un quarantennio, più o meno) è arrivato anche sulle rive dell’Atlantico (oltre che sui tre mari abruzzesi, ma qui non è una novità). I portoghesi sono andati a votare anticipatamente (e in numero molto maggiore di due anni fa – più 15%-) e hanno punito il partito di governo, quello “socialista”, senza premiare però il centro-destra (che supera i “socialisti” per un soffio, e perde qualcosina in percentuale), ma il terzo incomodo, l’estrema destra di Chega (Basta). E anche se la “sinistra d’opposizione” portoghese guadagna qualcosina, è indubbio che complessivamente nel paese lusitano si possa parlare di una vera svolta a destra. Ma ecco i numeri. Con l’avvertenza che non sono dati definitivi (manca meno dell’1% dei voti) e che non sono considerati alcuni partitini difficilmente inquadrabili.

partitoVoti 2024 (x 1000)%24Voti 2022 (x 1000)% 22Differenza 24-22Diff. % 24-22
Aliança Democràtica181129,5170730,7104-1,2
Partido Socialista176028,7230241,4-542-12,7
Chega110918,04007,270910,8
Iniciativa Liberal3125,12744,9380,2
Bloco de Esquerda2744,52454,4290,1
PCP (CDU)2033,32394,3-36-1,0
LIVRE2003,3711,31292,0
PAN (animalisti)1191,9881,6310,3
ADN (destra)1001,6110,2891,4
altri sinistra360,5220,4140,1
DESTRA333254,2239243,094011,2
di cui estrema destra120919,64117,479812,2
SINISTRA*259242,2296753,4-375-11,2
di cui opposizione di sinistra83213,566512,01671,5
*Compreso il Partito Socialista e il PAN (partito animalista-ambientalista iscritto al gruppo verde).

Il crollo del centro-sinistra (che governava da 8 anni a Lisbona) è palese, ma pochi portoghesi hanno deciso di premiare l’opposizione di sinistra (che vede comunque il Partito Comunista scendere al minimi storici, unica forza della sinistra d’opposizione a perdere in voti, percentuale e seggi). Tra l’altro anche la principale forza dell’estrema sinistra, il Blocco di Sinistra (in cui militano i nostri compagni) cresce di pochissimo (meno di 30 mila voti, stesso numero di seggi, cinque), non recuperando per nulla le percentuali che aveva (intorno al 10%, terza forza politica) prima della decisione di appoggiare dall’esterno (ormai 8 anni fa) il governo “socialista” (decisione abbandonata poco più di due anni fa). Interessante notare che, a sinistra, vengono premiati i partitini minori, ma è soprattutto LIVRE (Libero), creato da un dissidente del Bloco una decina d’anni fa, su posizioni meno radicali, che avanza, triplica i voti e quadruplica i seggi (da 1 a 4). La destra “normale” sostanzialmente tiene (anzi, perde qualcosa in percentuale, nonostante l’unione di PSD, CDS e PPM in Alleanza Democratica), mentre avanzano impetuosamente i cavernicoli di Chega (che, con i putiniani di ADN, arrivano quasi ad un quinto dei voti). Quindi anche in riva al Tago la destra è maggioritaria, col 54% dei voti, undici punti in più di due anni fa. Visto che anche in Spagna la tendenza sembra simile, lo spostamento a destra in Europa sembra continuare (a parte l’oasi scandinava e, forse, stando ai sondaggi, le isole britanniche).

Una malinconica conferma della tenuta della destra ci viene dall’Abruzzo (dove però la metà degli elettori non ha votato, il che la dice lunga sulla rappresentatività della coalizione “dei tre mari”!). Ecco i dati, confrontati con le politiche del ’22 e con le regionali del ’19.

partitoVoti 2024 (x 1000)%24Voti 2022 (x 1000)% 22Differenza 24-22Diff. % 24-22Voti 2019% 19Differenza 24-19Diff. % 24-19
FdI14024,117327,7-33-3,6396,510117,6
Forza Italia7813,47011,182,3549,1244,3
Lega447,6528,3-8-0,716527,5-121-19,9
Altri di destra569,6293,7275,9406,5163,1
DESTRA31854,732450,8-63,929849,6205,1
PD11720,310416,6133,76711,1509,2
M5S417,011518,4-74-11,411819,7-67-12,7
Azione + altri234,0396,3-16-2,30000
AVS213,6172,740,9172,840,8
altri centro-sinistra6110,5284,4140,110016,7-39-6,2
CENTRO-SINISTRA26345,430348,4-40-3,030250,3-39-4,9

Qui, diversamente dal Portogallo, l’avanzata della destra è limitata, sia rispetto alle politiche del ’22 sia rispetto alle regionali di cinque anni fa. Ed avviene soprattutto grazie alla crescita delle componenti più moderate (come Forza Italia, l’UDC e altri gruppi locali), a spese della Lega, che crolla rispetto al boom del 2019 ma arretra anche rispetto al magro risultato del ’22, ma persino, in un certo senso, dei fratellini meloniani. Questi ultimi crescono ovviamente rispetto a 5 anni fa (quando erano ai primi passi nel lavoro di recupero degli ex elettori di AN e non solo), ma perdono quasi un quinto degli elettori rispetto alle politiche del ’22 (diversamente da forzitalioti e centristi che, nonostante il calo di elettori tra il ’22 ed oggi, aumentano in voti assoluti, oltre che in percentuale).

Il centro-sinistra allargato arretra soprattutto grazie al crollo dei “grillini”, che perdono due terzi degli elettori sia rispetto al ’22 che al ’19. Chi ci guadagna è soprattutto il PD, che quasi raddoppia in voti e percentuale rispetto alle precedenti regionali e cresce persino rispetto alle politiche del ’22. Qualcosina porta a casa anche la costola sinistra del “campo largo”, l’Alleanza SI-Verdi, che cresce di qualche migliaio di voti e di circa un punto percentuale (ottenendo un seggio), grazie probabilmente all’assenza di Unione Popolare (che aveva ottenuto quasi 11 mila voti e l’1,7% alle politiche del ’22).

FG


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