Varie migliaia di manifestanti (tra 2 e 5 mila secondo le diverse valutazioni) in piazza a Brescia, nell’ambito dello sciopero globale in difesa del clima e contro il percorso suicida per l’umanità creato dal capitalismo in crisi. La maggior parte giovani e giovanissimi studenti, con cartelli colorati autoprodotti (come l’evergreen “L’ecologia senza lotta di classe è solo giardinaggio“), canti e musiche per ricordare al mondo che il baratro è sempre più vicino. La novità era rappresentata dai numerosi “anziani” (alcuni solo relativamente alla media quasi adolescenziale dei giovani mobilitati da Fridays For Future, altri, come il sottoscritto, già davvero oltre i 65 anni) e, soprattutto, dalla nutrita presenza di operai metalmeccanici. In particolare erano presenti le delegazioni delle due fabbriche che hanno scioperato, la Pasotti di Pompiano e le Fonderie di Torbole, e di un buon gruppo di delegati FIOM (compreso il segretario della Camera del Lavoro), che avrebbero dovuto intervenire dal palco. Purtroppo, per una serie di equivoci tecnici (comunicazioni mancate sui maledetti cellulari), ciò non si è verificato. Ma il primo passo verso una prospettiva di “operai-studenti, uniti nella lotta” (come si diceva negli anni ’70) è stato fatto. Presenti anche alcuni lavoratori della scuola (la FLC-CGIL aveva proclamato lo sciopero) e i vari gruppi ecologisti “adulti” (in primis Basta Veleni), oltre ad una delegazioni del movimento contro il caro bollette NONPAGHIAMO.IT (con lo striscione NO ALLE BOLLETTE DI GUERRA E FOSSILI). Una nota negativa è stata la proibizione, profondamente antidemocratica e illegittima, di manifestare sul ring, in corso Zanardelli e in Piazza Loggia. Ciò nonostante, un gruppo di militanti di Extinction Rebellion ha improvvisato un breve sit-in sul ring, ed è stato prelevato dalla polizia e portato in Questura. Mentre scriviamo quattro compagni sono ancora in stato di fermo nei locali della Questura. Restiamo in attesa di notizie, mentre chiediamo la loro IMMEDIATA LIBERAZIONE!

Flavio Guidi