In realtà è un segreto di Pulcinella, già emerso dalle precedenti ispezioni parlamentari. Visto che a Ghedi ci sono una ventina di bombe atomiche B-61 (in attesa delle nuove B 61-12) e che la base è a comando italiano da almeno un quarto di secolo, uno più uno fa due. E’ quanto è di fatto emerso oggi dalla nuova ispezione parlamentare effettuata dalle due deputate di Manifest@-Unione Popolare, Suriano ed Ehm, accolte cordialmente (“Ci hanno pure offerto il caffè”) dal comandante della base (italiano!) e guidate nell’ispezione. Ovviamente alla maggior parte delle domande delle due deputate (in particolare quelle sulle bombe atomiche) l’ineffabile colonnello ha risposto con un “no comment” ed un sorriso. Ha chiarito, comunque, senza ombra di dubbio, che la base di Ghedi è a tutti gli effetti ITALIANA (con una scarsa presenza di personale USA e di altri paesi NATO, addetto alla manutenzione di aerei e…bombe). Il presidio, di circa 200 persone, che ha accompagnato e atteso all’uscita le due deputate, ha espresso preoccupazione (e sorpresa, ma che si aspettavano?) nello “scoprire” il famoso segreto di Pulcinella: la base è italiana, quindi le bombe atomiche sono in possesso dell’aviazione italiana, quindi l’Italia (violando Costituzione e Trattati internazionali) è a tutti gli effetti una potenza nucleare (in incognito, come Israele), quindi i vari governi degli ultimi decenni hanno sempre mentito al popolo italiano. Per noi, rivoluzionari internazionalisti, che non abbiamo nessuna fiducia nei trattati dei banditi imperialisti e nelle carte sottoscritte da loro, non c’era molto da sorprendersi. Ma tant’è. E noi bresciani abbiamo lo sgradito “onore” di ospitare, a 15 km dalla città, un potenziale obbiettivo di un’eventuale guerra atomica (con, a quanto pare, la realistica probabilità di una decina di milioni di morti in poche ore!). L’ennesimo appuntamento davanti alla base, come dicevo poc’anzi, non è stato certamente all’altezza del bisogno urgente di dire NO alla guerra e NO alla NATO in massa. Più o meno erano le stesse facce di sempre, i pochi militanti dei gruppi, partiti, collettivi dell’estrema sinistra locale. Meritori, certo, anche per la coerenza ormai pluridecennale, ma con difficoltà ad uscire dal nostro “ghetto”, ad aprirsi a forze giovani, nuove, fresche. Una nota positiva i collegamenti con le analoghe manifestazioni ad Aviano ed Iglesias, aventi gli stessi obbiettivi. Moltissimi gli interventi, da Beppe Corioni, del CS 28 maggio, principale organizzatore dell’iniziativa, a Luigino Beltrami, rispettato dirigente storico del movimento anti-guerra bresciano, ai vari esponenti di partiti e gruppi (PRC, PaP, Unione Popolare, Carc, PCI, ecc.). Sinistra Anticapitalista, presente con uno striscione che recitava “Contro Putin, contro la NATO, un solo “campo”: il proletariato!”, pur non essendo stata tra gli organizzatori (diversamente dai precedenti presidi) aveva deciso di partecipare ugualmente, con una posizione di lotta contro tutti gli imperialismi (NATO, russo, cinese, ecc.) che riprendesse la classica frase di Marx alla fine del Manifesto dei Comunisti, Proletari di tutti i paesi, unitevi. La “freddezza” di SA è sembrata abbastanza giustificata: anche se stavolta, per fortuna, erano assenti le bandiere neo-zariste e i fan di Putin (presenti purtroppo l’ultima volta) quasi tutti gli interventi si sono limitati a condannare (giustamente) il “nostro” imperialismo, senza fare accenno alle colpe dell’imperialismo russo, altrettanto pesanti, nello scatenamento della guerra russo-ucraina. Chiaro che è fondamentale schierarsi INNANZITUTTO contro il “proprio” imperialismo, ma questi silenzi lasciano spazio a letture più o meno giustificazioniste della destra oligarco-capitalista russa, altrettanto responsabile della situazione di guerra. Uno dei pochi interventi che hanno sottolineato altri aspetti, oltre a quello della denuncia del ruolo guerrafondaio della NATO e del governo italiano, è stato quello di Sebastiano, di Friday for future, che ha parlato brevemente degli aspetti “ecocidi” di questa assurda escalation militarista e del movimento NONPAGHIAMO.IT che sta organizzando lo sciopero delle bollette dell’energia a partire dal 30 novembre prossimo. Il presidio, iniziato alle 14,30, si è concluso verso le 18,30, dopo aver ascoltato le voci della delegazione parlamentare.

FG