💶 Rincari del 70% per le abitazioni teleriscaldate ❗

❎ Il teleriscaldamento è alimentato per il 70% dalla combustione di rifiuti.

L’anno inizia con dei super rincari per le migliaia di bresciani allacciati al teleriscaldamento: il 34% in più rispetto a dicembre, il 70% rispetto a marzo scorso. Gli aumenti sono già stati denunciati da sindacato inquilini (Sunia), Cgil, Csil, Uil, Legambiente, e sono stati verificati dal Corriere, consultando le bollette dell’ultimo anno di un trilocale al Carmine, abitato da una famiglia di quattro persone.

Analizzando le bollette dell’ultimo anno si evince che il costo di un Kilowattora termico è passato dagli 0,0774 euro di marzo 2021 agli 0,0795 di aprile, quindi agli 0,0848 di settembre, agli 0,0986 di ottobre-novembre-dicembre. Dal primo gennaio il balzo a 0,132 euro a Kwh. Vero è che i rincari riguardano tutta Italia ma a Brescia il 70% del calore del teleriscaldamento è ricavato dalla combustione di rifiuti (750mila tonnellate l’anno) che fruttano alla multiutility fino a 100 euro la tonnellata.

«Non si può sostenere che le bollette del teleriscaldamento crescono in relazione ai rincari del metano» esordisce l’ingegner Danilo Scaramella, presidente di Legambiente Brescia, che prosegue: «Abbiamo già chiesto al sindaco di intervenire; Del Bono ha delegato il confronto con a2a all’assessore Fenaroli; l’azienda ha spiegato che le tariffe le stabilisce l’autorità per l’energia, ovvero Arera. A noi non risulta sia così: a pagina 335 dell’ultimo rapporto annuale di Arera si legge che “il prezzo di fornitura del servizio è definito liberamente da ciascun esercente sulla base delle caratteristiche del proprio sistema di telecalore, dell’utenza e del territorio servito”. Per questo chiediamo al sindaco di intervenire immediatamente sulla multiutility di cui detiene il 25% di azioni. Anche dal punto di vista politico non ha senso che a poco più di un anno dalle elezioni a2a aumenti in modo così corposo le bollette dei bresciani».

Per Scaramella non serve una legge (proposta dal capogruppo della Lega in Loggia, Massimo Tacconi) che obblighi Arera a calmierare le bollette del teleriscaldamento: basta lo decide la società. La critica di Scaramella non è una critica al teleriscaldamento: l’ambientalista è ben conscio che il sistema evita oltre 20mila singole caldaie a metano: «I rincari sarebbero ancora maggiori se il 70% degli edifici cittadini dovessero avere impianti autonomi e ci sarebbe anche un peggiore bilancio delle emissioni inquinanti». Per lui si deve spingere sugli interventi di coibentazione energetica diminuire il fabbisogno di calore e nel contempo potenziare le rinnovabili. Ma è indubbio che serviranno «decenni» prima di dismettere, un poco alla volta, l’attuale sistema (si potrebbe però ridurre l’incenerimento nei mesi estivi, quando non c’è bisogno di tutto quel calore prodotto).

📰 Corriere della Sera (Brescia) Estratto da un articolo del 1/2/22 di Pietro Gorlani