E così Gabriel Boric ce l’ha fatta! Mentre seguivo, ieri sera, lo spoglio in diretta dei risultati delle presidenziali cilene, ho scoperto, leggendo i titoli dei giornali e del televideo, che il buon Gabriel era un esponente del centro-sinistra o addirittura (La Repubblica) un “socialdemocratico”! Non so se i signori dalle schiene flessibili che imperversano su giornali e TV (in particolare i pasdaran centro-sinistri del quotidiano fondato da Scalfari) abbiano la sfera di cristallo. Sfera necessaria per prevedere che il nuovo presidente cileno, esponente di una coalizione di sinistra (a cui i centro-sinistri cileni, sconfitti al primo turno, hanno dato il voto col mal di pancia, visto che il suo avversario era talmente a destra da sembrare indigeribile persino ai loro stomaci abituati ad ingoiare bocconi di ogni tipo), finirà per ubbidire alle regole, diventando un bravo ragazzo “socialdemocratico”. Oppure se scambiano i loro desideri per realtà. O ancora se, nella loro ignoranza proverbiale unita ad un indubbio provincialismo italiota, fanno fatica a capire che non tutto il mondo assomiglia, politicamente, al Belpaese, un tempo culla del “più grande partito comunista d’Occidente”. O semplicemente se mentono sapendo di mentire. Chissà che rabbia cova nei cuori di destri, centri e ambidestri. Ma come, con tutta la fatica che abbiamo fatto per trasformare un paese abituato a scegliere per quasi mezzo secolo in modo democratico e proporzionale tra 7 od 8 opzioni politiche, tra partiti con una storia, un’ideologia, un progetto di società, in un teatrino pseudopolitico da “gratta e vinci” maggioritario, quei “terroni” di cileni (che hanno la fortuna di votare come piaceva a Pinochet, con un bel presidenzialismo a due turni) mandano un segnale esattamente opposto, di polarizzazione “tra due estremi”? Così non vale: dovete cercare voti al centro, lo capite o no? Ecchecazzo! Quindi, caro Gabriel, sei un socialdemocratico, un “centro-sinistro”, perché se no mi fai saltare lo schemino. Ah, mi è venuto un dubbio all’ultimo istante: non è che, facendo sfoggio di insospettata cultura storica e politica, abbiano voluto riferirsi ad altri storici membri della socialdemocrazia come Lenin, Trotsky o la Luxemburg? Sta a vedere che li ho sottovalutati, sti giornalisti!

Feicnius