Oggi fascisti e nazionalisti “festeggiano” il massacro della Grande Guerra, che loro hanno soprannominato “vittoria”. Gli altri, dai leghisti ai conservatori, dai piddini ai “grillini”, festeggiano il “giorno delle forze armate” (un modo un po’ meno spudorato di ricordare il massacro). Forze armate che, ci raccontano, servono per “la difesa”, dimenticando che, da quando l’Italia è indipendente ed unita, ha SEMPRE dichiarato guerra per prima (all’Austria, all’Abissinia, alla Turchia, alla Francia, al Regno Unito, alla Grecia, alla Jugoslavia, all’URSS, agli USA). E quando non ha dichiarato la guerra ha invaso e inviato truppe oltre confine (come nel 1936 in Spagna, nel 1939 in Albania, negli ultimi 30 anni in una ventina di paesi, dal Libano alla Somalia, dall’Iraq all’Afghanistan). Per noi, come per tutti gli internazionalisti e i proletari coscienti, è un giorno di lutto, in cui ricorderemo

-i 650 mila morti

-i 450 mila mutilati

-il milione e più di feriti

-i profitti dell’Ansaldo (finanziatore degli interventisti, compreso il rinnegato Mussolini) moltiplicatisi per 17 tra il 1915 e il 1918

-I profitti della FIAT (finanziatore degli interventisti, compreso il rinnegato Mussolini) moltiplicatisi per 11 tra il 1915 e il 1918

-I profitti dell’ILVA (finanziatore degli interventisti, compreso il rinnegato Mussolini) moltiplicatisi per 10 tra il 1915 e il 1918

-I profitti della BREDA (finanziatore degli interventisti, compreso il rinnegato Mussolini) moltiplicatisi per 7 tra il 1915 e il 1918

-Gli 870 mila processi per “diserzione, codardia di fronte al nemico, ecc.”, conclusisi, tra l’altro, con 15 mila ergastoli e 4 mila esecuzioni (col boia Cadorna a far da mattatore)

Tra i milioni di soldati chiamati al massacro, ricordiamo che per ben il 94% erano nostri fratelli di classe (contadini ed operai), solo il 6% borghesi o piccolo borghesi (quelli che sbraitavano sventolando il tricolore, gli eroi dell’ “armiamoci e partite”!).

Ricordiamo anche i milioni di morti austro-ungarici, tedeschi, russi, francesi, britannici, ecc. caduti per moltiplicare i profitti dei loro “padroni”. Nostri fratelli di classe che, come i nostri contadini ed operai, non sapevano che “quando è il momento di marciare, il nemico marcia alla loro testa”.

Oggi, in Piazza della Liberazione (ex Vittoria), a Brescia, le nostre bandiere rosse saranno a mezz’asta, in segno di lutto, consci che la “NOSTRA PATRIA E’ IL MONDO INTERO”!