Ieri sera, alle 21, Piazza del Mercato (visto che le piazze utilizzate di solito, Piazza Loggia in primis, ci sono state proibite) era già piena di gente, in gran maggioranza giovani o giovanissimi, per il presidio di massa di protesta contro la bocciatura al Senato del DDL Zan. Sicuramente oltre il migliaio, in crescendo fino alle 22, quando tutti gli spazi apparivano occupati da persone che sventolavano bandiere arcobaleno, reggevano candele accese o torce di cellulari (per sconfiggere il buio medievale, come ha detto nell’introduzione Luca Trentin) e ascoltavano con attenzione i brevissimi interventi di associazioni, gruppi, partiti (tra i quali Sinistra Anticapitalista, Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, Sinistra Italiana, Partito Democratico). L’amarezza diffusa per la “vittoria”parlamentare delle destre (FdI, Lega, FI, renziani) non impediva di percepire anche la rabbia e la determinazione a continuare la battaglia contro ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale (nell’ambito di una generale battaglia – come han sottolineato quasi tutti gli interventi – per i diritti civili di tutt*). Una piazza tutt’altro che rassegnata e depressa. Una prima risposta all’offensiva reazionaria e oscurantista che ammorba da troppi anni l’aria di Brescia, d’Italia, d’Europa e del mondo.

Flavio Guidi