Esattamente 90 anni fa veniva proclamata la Repubblica spagnola. Quello che poteva sembrare un semplice cambio di regime, tutto sommato poco importante, segnava l’inizio di una crisi rivoluzionaria che, tra alti e bassi, caratterizzerà il decennio dei ’30 nello Stato spagnolo (proprio mentre nel resto d’Europa la controrivoluzione, in particolare nella Germania di Hitler e nell’URSS di Stalin, travolgeva le forze proletarie e progressiste). Il punto più alto verrà raggiunto in Catalogna tra il luglio del ’36 e il maggio del ’37, quando, come reazione al tentativo golpista di Franco e degli altri generali, appoggiati da Mussolini e Hitler, il proletariato delle città e delle campagne scatenerà una vera e propria rivoluzione sociale, espropriando la borghesia e organizzando l’autogestione popolare. La sconfitta del proletariato di Barcellona, organizzato soprattutto dagli anarco-sindacalisti della CNT e dai comunisti antistalinisti del POUM, ad opera delle forze repubblicane moderate (stalinisti, catalanisti, repubblicani, ecc.) durante le famose giornate di maggio, sarà solo il presupposto per la definitiva sconfitta di tutta la Spagna antifascista nei primi mesi del ’39. E quest’ultima aprirà la strada alla peggiore carneficina della storia umana, la Seconda Guerra Mondiale, a partire dal 1° settembre del ’39. La reazione monarchica e fascista stenderà una cappa di piombo sulla Spagna per quasi 40 anni, e purtroppo molti rimasugli del vecchio regime franchista e monarchico opprimono ancora i popoli della nostra vicina d’occidente, a cominciare dalla presenza del re Borbone a Madrid. Auguriamo ai nostri compagni e fratelli di Spagna un futuro senza re: né Dio, né Stato, né servi, né padroni!