Forse qualcuno ricorda ancora il “vento del nord” di cui parlava Nenni nel ’45? Era il vento della Resistenza partigiana che aveva portato all’insurrezione del 25 aprile e che, nei suoi auspici, avrebbe dovuto spostare a sinistra gli equilibri in tutta l’Italia. Beh, sappiamo come è andata a finire. Ora, più a nord della Groenlandia c’è solo il Polo, disabitato. Per cui è un vento che più a nord di così non si può quello che ci ha portato la bella notizia della vittoria elettorale della sinistra “radicale” groenlandese: col 37% dei voti ha battuto i socialdemocratici, che hanno governato il paese da sempre. Sinistra radicale batte sinistra moderata: un derby perfetto. Soprattutto per noi, poveri “terroni” d’Europa , che vediamo da anni il derby opposto, destra radicale (legaiol-fascista-berlusconide) contro destra moderata (o liberale che dir si voglia) o centrista (PD, renziani, cespugli vari) in alleanza col confusionismo “grillino”. La sinistra groenlandese di tutte le tendenze è arrivata comunque a circa il 70%. Va beh, direte voi, stiamo parlando di un paese di 60 mila abitanti, poca roba. Verissimo. Però, per uno che, come me, guarda spesso i sondaggi elettorali dei vari paesi europei, è significativo il continuo progredire della sinistra radicale (a volte parallelamente ai socialdemocratici, a volte portando via voti a loro) elezione dopo elezione (o sondaggio dopo sondaggio) in Norvegia, Danimarca, Islanda, Finlandia o Svezia (mentre la destra radicale arretra ovunque, con l’eccezione svedese). Sarà il famoso clichè dei nordici più “civili” e avanzati di noi poveri “mediterranei”? La sfiga è che così a nord chi se la sente di andare, tra vento, neve e tempesta? Sta a vedere che mi tocca morire nel peggior capitalismo selvaggio “terrone” e incivile pur di godermi il bel sole del meraviglioso “Mare Nostrum”.

Primitivo di Manduria