Finalmente abbiamo dei dati sulla mortalità nelle diverse province italiane tra il marzo e il novembre del 2020. Un dato estremamente importante per capire davvero quanto e dove abbia colpito il virus. Mancano i dati di dicembre (che a quanto pare dovrebbero peggiorare la “classifica” soprattutto per le province del Veneto e del Nordest in genere), ma il quadro è abbastanza chiaro, pur sembrando -grazie all’assenza dell’ultimo mese – troppo sbilanciato sulla prima ondata. Anche se non è possibile calcolare con assoluta certezza quanti di questi “morti in più” siano dovuti (direttamente o indirettamente) al COVID, si può ragionevolmente dedurre che siano nella stragrande maggioranza imputabili al maledetto virus. Ecco la tabella, che vede la nostra provincia al 4° posto, in Italia. Al primo posto troverete il dato della sovramortalità (o sottomortalità in alcune province) in questi 9 mesi rispetto alla media, nello stesso periodo, del 2015-2019. Al secondo posto la densità di popolazione, spesso ritenuta (a mio avviso non troppo fondatamente) una delle concause della diffusione e alta letalità.

Bergamo103,5407
Cremona91,8202
Lodi74,5295
Brescia66,4265
Piacenza60,4111
Lecco52,4414
Parma50,3132
Pavia44,6184
Mantova34,7176
Pesaro34,5139
Milano34,32081
Monza32,52163
Sondrio30,757
Como26,4472
Alessandria26,3118
Novara25,8275
Trento25,187
Biella25,0191
Vercelli24,782
Rimini24,4393
Bolzano22,072
Reggio Emilia21,4232
Varese20,0740
Asti19,4141
Genova18,9456
Torino18,5330
Aosta17,238
Imperia17,1185
Massa-Carrara17,0168
La Spezia16,8249
Forlì15,3166
Savona15,1177
Verona14,5300
Modena13,9263
Sassari13,764
Pescara12,9259
Venezia12,2345
Bologna11,6275
Crotone11,698
Carbonia11,453
Cuneo11,185
Foggia11,188
Vicenza10,6317
Treviso10,6358
Verbania10,270
Bari10,2323
Ancona10,1239
Oristano9,852
Macerata9,2112
Barletta8,2252
Pordenone8,1137
Firenze7,9286
Brindisi7,6210
Enna7,663
Avellino7,3148
Rovigo6,9128
Siracusa6,9187
Padova5,8438
Ravenna5,7210
Ragusa5,5198
Taranto5,3232
Latina5,2256
Pistoia5,0293
Prato5,0705
Pisa4,9173
Ferrara4,8131
Grosseto4,749
Fermo4,6200
Lecce4,5283
Livorno4,4275
Arezzo4,4106
Nuoro3,937
Cosenza3,8104
Trieste3,61095
Belluno3,156
Reggio Calabria2,9169
Palermo2,9248
Teramo2,7157
Cagliari2,7345
Lucca2,6219
Potenza2,655
Campobasso2,375
Ascoli Piceno1,5168
Perugia1,2103
Chieti1,1147
Roma0,9808
Catanzaro0,9147
Vibo Valentia0,5137
Udine0,4106
Frosinone0,1149
Napoli-0,12615
Terni-0,3106
Isernia-0,554
Messina-0,6190
Agrigento-0,7141
Caserta-0,8348
Gorizia-1,3298
Trapani-1,3173
Viterbo-1,787
Siena-1,970
Catania-2,2309
Rieti-3,256
Matera-3,356
Benevento-3,4132
Salerno-3,6221
L’Aquila-3,759
Caltanissetta-3,7122

Come si può agevolmente vedere, molte province sovrappopolate (come Napoli, Caserta, Catania o Gorizia) vedono addirittura un quadro migliore che negli anni precedenti. Altre, come Roma, sembra che diano un quadro di sostanziale stabilità. Sono soprattutto le province lombarde, piemontesi ed emiliano-romagnole (a cui si aggiungeranno, presumibilmente, quelle venete quando avremo anche i dati dell’ultimo mese) a presentare un quadro allarmante. Province che, teoricamente, dovrebbero avere una struttura sanitaria più efficiente (secondo la vulgata). Non viene anche a voi il sospetto che la “camera a gas” padana abbia qualcosa a che fare con questa fragilità della popolazione del Nord?

Inoltre ho provato a stilare una specie di “pagella” del comportamento di 75 stati rispetto alla pandemia. Ovviamente vale la solita avvertenza: dobbiamo “fidarci” dei dati forniti dai singoli paesi. Per stilare queste “pagelle” ho fatto riferimento a due dati: il primo è il tasso di mortalità dovuto al COVID-19 sull’insieme della popolazione (quello per cui l’Italia, con 112 decessi ogni 100 mila abitanti, è al terzo posto dopo Belgio e Perù), il secondo è il tasso di letalità, cioè quanti sono i decessi da COVID sul totale dei contagiati (e qui l’Italia, col 3,5%, è al 6° posto, dopo Messico, Ecuador, Cina, Iran e Perù). Ho inoltre aggiunto un dato importante: il peso della popolazione ultrasessantenne, la più vulnerabile al virus. L’Italia, in questo caso, è al 4° posto nel mondo per invecchiamento, dopo Giappone, Germania e Finlandia (tutti paesi, per inciso, che hanno avuto risultati molto migliori dei nostri). Ne è uscita la seguente tabella, con un “voto” che somma i tre diversi aspetti nella colonna a destra. I paesi più “virtuosi” (o solo più risparmiati dal flagello per motivi non chiariti) sono ovviamente ai primi posti.

1Taiwan9
2Giappone10
3Danimarca14
4Bielorussia15
5Norvegia15
6Corea del Sud20
7Finlandia21
8Serbia23
9Cuba23
10Slovacchia26
11Thailandia29
12Venezuela32
13Israele35
14Georgia37
15Germania38
16Turchia45
17Austria47
18Portogallo50
19Croazia51
20Paesi Bassi53
21Ucraina53
22Russia56
23Australia57
24Vietnam58
25Azerbaigian60
26Svizzera62
27Bangladesh62
28Rep. Ceca65
29India67
30Polonia70
31Cina70
32Nigeria70
33Costa Rica73
34Birmania73
35Svezia75
36Grecia75
37Canada77
38USA77
39Marocco81
40Pakistan81
41Ungheria82
42Etiopia82
43Indonesia84
44Nicaragua84
45Francia85
46Armenia85
47Romania85
48Rep. Dominicana85
49Haiti85
50Moldavia87
51Bulgaria88
52Filippine89
53Algeria92
54Irlanda95
55Spagna96
56El Salvador99
57Panamà101
58Italia104
59Oman105
60Arabia Saudita107
61Regno Unito108
62Belgio109
63Argentina117
64Cile117
65Brasile120
66Sudafrica122
67Egitto122
68Colombia123
69Honduras130
70Iraq133
71Guatemala135
72Perù137
73Iran144
74Ecuador147
75Messico149

Come si vede, l’Italia è al 58° posto: peggio di noi, tra i paesi a capitalismo “maturo”, stanno solo i britannici e i belgi. Non stupisce vedere ai primi posti il grosso dei paesi dell’Estremo Oriente e scandinavi (esclusa la Svezia, che però è messa molto meglio di molti paesi che hanno effettuato il lockdown in primavera). Anche il fatto che Cuba sia messa bene non è una sorpresa, vista la relativa efficienza del sistema sanitario cubano. Mi ha stupito un po’ di più trovarci la Serbia, la Georgia, il Venezuela o la Turchia. Comunque queste “pagelle” non hanno la pretesa di essere obiettive. Sono solo indicative, per farsi un’idea di come ha “picchiato” duro la pandemia e di come ha reagito il sistema socio-sanitario dei vari paesi. E, come si vede, l’Italia non fa una bella figura.

Flavio Guidi