Di Daniele Marini

L’eterna discussione sul “cosa fare” in questa provincia per contrastare il degrado ambientale, il malaffare, l’indissolubile connubio tra chi inquina e chi controlla/amministra, le grandi e inutili opere, mi ha ormai portato alla resa senza condizioni. Anche ieri mattina, parlando con un compagno sempre in prima linea, è tornato fuori questo annoso discorso.
Dieci anni fa eravamo quattro gatti ma molto determinati.
Qualcosa siamo riusciti ad ottenere, non solo una grande opera di sensibilizzazione che ha poi portato alla nascita di molti gruppi ambientalisti, ma anche risultati concreti.
E’ vero, le condizioni sono cambiate e le leggi si sono inasprite.
Ma siamo, siete in tantissimi.
Forse, è una chiave di lettura, c’è troppa partecipazione di cittadini “vecchietti” e poca, pochissima da parte dei giovani che, al momento, preferiscono partecipare a qualche evento spot dei FridaysforFuture, in attesa – m auguro – che nasca e si consolidi in loro una vera coscienza ambientalista e anticapitalista.
I vecchietti, si sa, hanno tanta esperienza e competenze ma non sono proprio spregiudicati e spericolati.
Quindi si procede con iniziative rispettabilissime ma che fanno il solletico alla controparte.
Fare assemblee o conferenze stampa a raffica è ormai nulla più che mera testimonianza, fare le famigerate e pesantissime (per chi le fa) “osservazioni” in merito a questo o a quel progetto impattante sull’ambiente e sulla vita delle persone è di certo un atto dovuto ma non basta.

E’, appunto, solletico.