DAL LUTTO ALLA LOTTA. 

#BlackLivesMatter ovunque. 
#BlackLivesMatter nel Mediterraneo, tomba di persone che la retorica razzista vuole identificare come criminali, minacce, la cui esistenza è oggetto di deliri sulla sicurezza. Vite, sogni, speranze, famiglie spezzate dall’Europa, padrona ieri ed oggi, Dea bendata che decide sulla vita e la morte in base al livello di melanina. 
#BlackLivesMatter nelle campagne italiane, dove chi ci porta il cibo in tavola è costretto a vedere ripetersi davanti ai suoi occhi versioni del ventunesimo secolo delle pagine più brutte della storia, lavorando in condizioni di effettiva schiavitù. Persone ridotte a braccia, esseri acefali ed inorganici il cui valore è basato unicamente sulla velocità con la quale raccolgono quei quintali di pomodori, pagati €3, scalando i 50 centesimi delle spese di trasporto dei caporali criminali. 
#BlackLivesMatter nelle città e nei paesini, sempre più spaventosi per la società non bianca, che deve sperare di riuscire a tornare sana e salva dal lavoro, senza che qualcuno gli spari da lontano per il colore della loro pelle (Luca Traini, Macerata, 2018) o li picchi a sangue o insulti per lo stesso motivo (troppi esempi per essere riportati). 
#BlackLivesMatter per gli italiani di seconda generazione, che non hanno altra Patria se non questa che si vergogna di loro. 
#BlackLivesMatter per i venditori ambulanti, che subiscono sguardi seccati di sufficienza o insulti ed intimidazioni nonostante le eventuali lauree, costretti ad abbandonare famiglie e Patrie da un sistema internazionale che le loro terre non le ha mai liberate davvero. 
#BlackLivesMatter per gli italiani somali, apolidi a causa del doppio ripudio. 
#BlackLivesMatter per il razzismo ecologico per cui l’Africa, responsabile per circa il 4% delle emissioni mondiali di Co2, soffre già gli effetti dei cambiamenti climatici con siccità senza precedenti, invasioni di cavallette, innalzamento del livello dei mari senza poter fare nulla per impedirlo perché tutto ciò deriva dal comportamento sregolato della metà più ricca del pianeta, responsabile per l’86% delle emissioni. (Dati del Global Carbon Project). 
#BlackLivesMatter per l’umiliazione lacerante ed annientante degli insulti per strada, dei ‘ma quanto vuoi?’ alla fermata dell’autobus, dell’uso del ‘tu’ da persone molto più giovani. 
#BlackLivesMatter per l’assurdità del ‘ma come parli bene italiano!’, dell’amico che ti presenta come ‘il mio nigga’. 
#BlackLivesMatter per George Floyd, Soumaila Sacko, Idy Diene, Jerry Masslo, Tamir Rice, Becky Moses, Wilson Kofi, Omar Fadera, Abba Abdul Guiebre, così come per tutte le persone diventate una statistica, un numero inghiottito da un sistema istituzionalmente sbagliato che si regge sullo sfruttamento di interi continenti e popolazioni. 

Tutto questo, AND STILL WE RISE, e ANCORA CI INNALZIAMO e produciamo bellezza. 

È l’ora di decostituire e distruggere le sovrastrutture di pregiudizio, paura, superiorità, razzismo insite in tutti noi, persone non bianche incluse. 

In Italia, Paese della Bellezza, è così che lo faremo: attraverso la bellezza. Attraverso la musica, l’arte, la poesia, la cultura, la danza. 

Unisciti a noi per trasformare il lutto in bellezza, per trasformare il lutto in arte, per trasformare il lutto in fratellanza, per trasformare il lutto in lotta. 

MASCHERINA, GUANTI E DISTANZE DI SICUREZZA OBBLIGATORI! 

** L’EVENTO VERRA’ RINVIATO ALLA PRIMA DATA UTILE IN CASO DI PIOGGIA **