Oltre un secolo fa, nella notte tra il 14 e il 15 aprile del 1912, il Titanic, il transatlantico “inaffondabile” colava a picco in seguito alla collisione con un iceberg, nelle acque dell’Atlantico settentrionale. Morirono circa 1500 persone, e se ne salvarono 706. Non per tutti c’erano le scialuppe di salvataggio. Praticamente tutti i sopravvissuti erano passeggeri di prima classe. Praticamente tutti i morti erano passeggeri di seconda e terza classe e membri dell’equipaggio. Ecco, stanotte, mentre cercavo di addormentarmi nel cuore della 17esima notte dall’inizio dei “domiciliari” a Brescia, pensavo proprio a quella meraviglia della tecnologia navale di un secolo fa, inabissatasi durante il viaggio inaugurale. Continuano a raccontarci che “tutto andrà bene”, che “siamo tutti nella stessa barca”, ecc. Appunto. Solo che alcuni stanno nei saloni sfarzosi e nelle super-cabine di prima classe (con accesso privilegiato alle scialuppe) mentre gli altri stanno nella stiva, magari a far navigare la famosa barca, e con un numero insufficiente di scialuppe di salvataggio. E il colmo è che “quelli di sopra” hanno pagato solo il 6,27% della corsa (percentuale IRPEF pagata dagli “autonomi”, dal più piccolo artigiano a Berlusconi) mentre gli altri ne hanno pagato il 93,73%. Ancora peggio: quelli di sopra hanno chiesto, ed ottenuto, che si riducesse il numero di scialuppe a disposizione per “alleggerire” la barca ed andare più veloci. La cosa più triste è che il capitano e gli ufficiali ubbidiscono agli ordini di quelli della prima classe, perché si prendono laute mance da lor signori. Ma quello che mi rende furioso è che, consultati tutti i passeggeri e i membri dell’equipaggio, la stragrande maggioranza continui ad applaudire coloro che hanno imposto il taglio delle scialuppe, isolando quelle poche voci, presenti soprattutto tra i passeggeri di terza classe e i macchinisti (ma non solo) che mettevano in guardia contro i rischi di non avere abbastanza scialuppe in caso di naufragio. “Ma tanto è inaffondabile” gridavano all’unisono i passeggeri di prima classe, il capitano e gli ufficiali, la maggioranza di quelli della seconda classe e persino molti di terza classe e camerieri, cuochi, baristi, musicisti di piano bar. Meno di una settimana dopo, il Titanic finiva in fondo all’oceano.

Ecco, quando tutto questo sarà finito (perché finirà prima o poi, vero?) mi ricorderò di tutti quanti.

  1. Innanzitutto di quelli della prima classe, che hanno chiesto e ottenuto di tagliare le scialuppe per andare più veloci, ma, guarda caso, le insufficienti scialuppe rimaste le hanno volute ben vicine alle loro cabine lussuose. E in più hanno pagato i biglietti molto meno di noi! Ah, molti di questi passeggeri sono cardinali e vescovi, non dimentichiamolo*.
  2.  Al secondo posto ci metto il capitano e gli ufficiali che lo circondano, che hanno ubbidito ciecamente a quelli della prima classe, tagliando scialuppe ed altri strumenti di salvataggio. E non parlo solo del capitano che è oggi al timone: parlo di tutti gli “ufficiali” degli ultimi 30 anni, che vengano dall’accademia nautica di destra o di centro-sinistra, giù al porto.
  3.  Non voglio però nemmeno assolvere del tutto quelli che condividono con me la seconda o la terza classe. Nonostante una parte di noi si sgolasse ad avvertire di non fidarsi di coloro che agivano in questo modo, che bisognava salire in prima classe, occupare il ponte di comando, cambiare direzione, entrare in un porto sicuro per acquistare nuove scialuppe, ecc. ecc. la maggioranza dei nostri vicini di cabina, ogni volta che c’era una festa comune nel grande salone centrale, continuava ad applaudire questo o quell’ufficiale responsabile, questo o quell’esponente della prima classe, coprendo coi loro applausi le nostre voci.

Ecco, voglio dire a tutte e tre le categorie (in particolare alle prime due): non andrà tutto bene, NON STA AFFATTO ANDANDO TUTTO BENE! E io, e molti come me, ne abbiamo le tasche piene della vostra retorica, dei vostri alza-bandiera, dei vostri inni patriottici cantati a prua della nave che affonda. VOI la state facendo affondare, cacciandoci da sempre nella stiva o in sala macchine. Ce ne ricorderemo a tempo debito!

Flavio Guidi

*Fuor di metafora, faccio un solo esempio: tra la metà degli anni Novanta ed oggi è stata tagliata oltre la metà dei posti letto in terapia intensiva. Ed è aumentata la spesa pubblica in direzione delle cliniche private, spesso legate alla Chiesa cattolica.