Nel terzo e quarto trimestre 2019, l’occupazione in Italia è al massimo storico di 23,4 milioni di unità, ma nei dati preliminari di dicembre e gennaio si registra un calo sia del numero di occupati sia del
tasso di occupazione.

Così l’Inps nel suo Rapporto dedicato al mercato del lavoro in cui si sottolinea come permane la tendenza a una crescita occupazionale a bassa intensità lavorativa: il numero di occupati supera il livello del 2008 ma la quantità di lavoro utilizzato è ancora sensibilmente inferiore. A differenza della fase ciclica degli anni ’90, in cui l’occupazione e le ore lavorate seguivano sostanzialmente lo stesso andamento, la fase più recente è caratterizzata da una discesa delle ore lavorate e da una caduta del tempo pieno a fronte di una sostanziale tenuta dell’occupazione.

Ciò che accade è una riduzione dell‘orario di lavoro con riduzione dello stipendio, con aumento della flessibilità e della ricerca di reddito, e i vantaggi dell‘aumento di attenzione e di produttività in favore dei soli padroni.