“A causa dell’emergenza sanitaria, non potremo essere in piazza come avremmo voluto e come abbiamo fatto negli anni scorsi.Il nostro sostegno va innanzitutto alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità, in prima linea in questa emergenza sanitaria. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di difendere il sistema sanitario nazionale e chi per esso lavora; proprio in questi giorni ci rendiamo conto quanto sia importante tutelare questo patrimonio;siamo vicine a tutte le lavoratrici del pubblico e del privato che in queste settimane continuano a subire abusi in nome della conciliazione tra famiglia e lavoro: smatworking, sospensioni del salario senza alcuna altra forma di tutela, insicurezza nei luoghi di lavoro dove ogni padrone si muove prima in nome del profitto e poi, se costretto, per tutelare la salute di lavoratrici e lavoratori;sosteniamo tutte quelle RSU e RSL che sono in prima linea nella difesa delle tutele di lavoratrici e lavoratori, che sono un punto di riferimento nella confusione di questi giorni; ancora una volta abbiamo la prova di quanto sia preziosa la presenza di queste compagne e di questi compagni e di quanto sia necessario il loro intervento nei luoghi di lavoro;siamo molto vicine alle educatrici alle quali andrebbe semplicemente garantito il salario. Queste lavoratrici garantiscono la riproduzione sociale: sono uno dei pilastri del benessere dell’infanzia e sono il sostegno di tutti quei soggetti più deboli che sono tra i primi  a dover essere tutelati in questa emergenza. Non possiamo e non dobbiamo permettere che le loro rivendicazioni vengano ignorate.Non dimentichiamo tutte quelle donne che, lavoratrici o disoccupate, in questi giorni si stanno organizzando  per garantire che bambini e bambine non vengano lasciate/i sole/i: le donne ancora una volta ci insegnano un modo diverso di affrontare l’emergenza attivando catene solidali mettendo il dito nella piaga di un sistema che relega il lavoro di riproduzione sociale e di cura in larga parte sulle spalle delle donne.La nostra vicinanza va infine a tutte le militanti che per prime hanno capito la gravità della situazione e hanno diffuso comunicati e analisi cariche di buon senso il cui centro è sempre la tutela e la difesa dei diritti e dell’autodeterminazione della donna.Non saremo in piazza nelle forme e nelle modalità con cui avremmo voluto esserci ma non abbandoniamo il campo, continuiamo a fare politica e ad organizzarci perché non lottiamo solo l’8 marzo ma lottiamo tutto l’anno!”

I NOSTRI NEMICI: PATRIARCATO E CAPITALISMO.

Quest’anno le mobilitazioni dell’8 e 9 marzo incrociano una situazione inedita:

  • la diffusione del Covid -19 che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario nazionale provato da anni di tagli in nome della diminuzione della spesa pubblica e dal blocco delle assunzioni che costringe lavoratrici e lavoratori a turni massacranti
  • la crisi umanitaria alle porte della fortezza Europa lungo il confine con la Turchia dove migliaia di profughi, tra cui molte donne e bambini, vengono respinti a forza di gas lacrimogeni
  • la crisi economica che proprio in queste ultime settimane sta subendo una nuova accelerazione: delocalizzazioni, crisi industriali, licenziamenti, sottrazione e compressione dei diritti sono all’ordine del giorno. 
  • la crisi ambientale, derubricata in questi giorni dai media ma che continua inesorabile mettendo a rischio interi habitat come sta accadendo in Antartico dove le temperature hanno raggiunto picchi di caldo mai visti prima o come sta accadendo nel Corno D’Africa dove un’invasione di cavallette sta mettendo seriamente a rischio la sopravvivenza di migliaia di persone.

Gli effetti di questa situazione sono sotto i nostri gli occhi e ad esserne maggiormente colpite, perché più vulnerabili e con meno diritti garantiti, sono le donne: aumento dei ritmi e dei tempi per chi lavora e disoccupazione crescente per chi viene espulso dal sistema produttivo, compressione dei salari, taglio dei servizi pubblici, liste di attesa lunghissime per le visite mediche specialistiche, carenza di personale medico e infermieristico, aumento del numero di morti sul lavoro, aumento della xenofobia e ripresa dei nazionalismi e del fascismo, aumento delle tensioni internazionali e corsa all’armamento, aumento generalizzato della violenza e tra queste dei femminicidi. 

Eppure in giro per il mondo c’è chi non si arrende all’imbarbarimento e lotta per un mondo in cui possano esserci giustizia ed equità sociale. Molto spesso le donne sono alla testa di questi movimenti .

Il protagonismo che le donne hanno messo in campo in questi ultimi anni anche in Italia è un argine e un terreno sul quale continuare a costruire la nostra lotta quotidiana contro patriarcato e capitalismo, perché questi sono i due nemici che abbiamo di fronte. Oggi pur non potendo essere in piazza a causa dell’emergenza sanitaria, sosteniamo le iniziative che NUDM ha mantenuto rivendicando:

  • redistribuzione del lavoro tra chi lavora troppo e chi lavora troppo poco
  • aumenti salariali consistenti per tutte/i
  • assunzioni massicce nel pubblico impiego, nella scuola e nella sanità 
  • il superamento di ogni forma precarietà contrattuale e lavorativa 
  • il ritiro della legge Fornero e reintroduzione del sistema retributivo: non si può morire lavorando
  • investimenti per garantire la sicurezza nei luoghi di lavori, con penalizzazioni alle imprese che non rispettano le regole
  • un piano di investimenti dello stato per affrontare la crisi ambientale
  • un welfare pubblico e universale che sollevi le donne dal peso del lavoro riproduttivo
  • un piano che affronti la violenza di genere come violenza strutturale e non emergenziale, come suggerito da NUDM.
  • La cancellazione dei decreti sicurezza e l’apertura di corridoi umanitari per salvare chi scappa dalla guerra.

Nessun governo procederà mai spontaneamente per questa strada.

Noi continueremo ad organizzarci e a lottare per far valere le nostre ragioni!

DONNEDICLASSE – SINISTRA ANTICAPITALISTA

Contro il patriarcato, lo sfruttamento, la violenza
Per la libertà, i diritti e l’autodeterminazione delle donne.