Se si volesse dare una rappresentazione grafica dell’economia globale nel 2018 divisa per Pil (Prodotto Interno Lordo) o GDP (Gross Domestic Product) per usare l’espressione inglese, ecco come apparirebbe:Questa info-grafica è stata elaborata dal sito HowMuch e si basa sui dati della Banca Mondiale

La lista dei primi 10 paesi per Pil è la seguente:

  1. Stati Uniti, il cui Pil è uguale a 20,49 trilioni di $ e cioè il 23,89% dell’intera economia globale
  2. Cina con un Pil di 13,61 trilioni di $ o 15,86%
  3. Giappone con 4,97 trilioni di $ o 5,79%
  4. Germania con 3,99 trilioni di $ o 4,66%
  5. Regno Unito con 2,82 o trilioni di $ o 3,29%
  6. Francia con 2,78 trilioni di $ o 3,24%
  7. India con 2,73 trilioni di $ o 3,18%
  8. Italia con 2,07 trilioni di $ o 2,42%
  9. Brasile con 1,87 trilioni di $ o 2,18%
  10. Canada con 1,71 trilioni di $ o 1,99%

In questa top 10 ben 7 posti sono occupati dai paesi più industrializzati del pianeta che fanno parte del famoso Group of Seven o G7, ovvero Stati Uniti, Canada, Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Giappone. Questo gruppo oltre che espressione di quei paesi il cui tenore di vita, ricchezza e innovazione tecnologica sono i più alti in assoluto, forma unPil complessivo di 43,85 trilioni di $ equivalente al 45,46%dell’intero Pil globale. Poco meno di metà di tutta l’economia mondiale dunque viene prodotta all’interno di questi 7 Paesi.

Inoltre, un altro elemento che balza subito agli occhi è la composizione del Pil globale secondo le varie regioni. L’Europa colorata di verde è di gran lunga la regione del mondo il cui Pil è maggiore con circa 42 trilioni di $ e oltre il 48% del totale. Subito dopo viene il colore blu che rappresenta l’Asia e il suo Pil aggregato di circa 28 trilioni di $, equivalente al 30% di quello mondiale. Al terzo posto troviamo il Nord America con il colore rosa: 22,19 trilioni di $, circa il 25,88%.

Esiste, tuttavia, un altro modo di misurare il Pil dei vari paesi che consiste nel tenere presente la parità di potere d’acquisto (PPA) o Purchasing Power Parity (PPP). La rappresentazione grafica dell’economia globale seconda questa misura di Pil cambia radicalmente:HowMuch

I primi dieci paesi in questa info-grafica sono molto diversi da quelli precedentemente indicati:

  1. Cina il cui Pil è pari a 25,36 trilioni di $ o 18,58%
  2. Stati Uniti con un Pil di 20,49 trilioni di $ o 15,02%
  3. India con 10,50 trilioni di $ o 7,69%
  4. Giappone con 5,48 trilioni di $ o 4,02%
  5. Germania con 4,51 trilioni di $ o 3,30%
  6. Federazione Russa con 3,99 trilioni di $ o 2,92%
  7. Indonesia con 3,49 trilioni di $ o 2.56%
  8. Brasile con 3,37 trilioni di $ o 2,47%
  9. Regno Unito con 3,07 trilioni di $ o 2,25%
  10. Francia con 3,07 trilioni di $ o 2,25%

In questa top 10 fanno il loro ingresso tanti paesi che prima ne erano esclusi come la Russia (3,99 trilioni di $ o 2,92% del Pil globale) e l’Indonesia (3,49 trilioni di $ o 2,56%) i quali rimpiazzano l’Italia ed il Canada, il cui Pil si riduce a 2,54 (1,86%) e 1,77 trilioni di $ (1,30%), rispettivamente. Inoltre, anche la posizione in classifica di tanti paesi è diversa: la Cina arriva alla vetta e relega gli Stati Uniti al secondo posto, mentre prima la loro relazione era invertita ed infine l’India arriva terza, da 7° nella classifica precedente.

Di conseguenza, anche la percentuale del Pil mondiale detenuto dal G7 cala dal 45,46% di prima a circa il 30%. Stesso discorso vale per la ripartizione del Pil secondo le aree geografiche, il quale ne esce sostanzialmente e profondamente modificato. Il blu dell’Asia domina la tabella con 58,86 trilioni di $, ovvero il 42,86% del Pil mondiale. L’Europa ed il suo verde rappresentano invece 22,86 trilioni di $ (circa il 16%) e sono dunque in seconda posizione. Il Nord America invece arriva sempre terzo con numeri pressoché immutati: circa 22 trilioni di $, e cioè il 16,32% del Pil mondiale.

Due domande sorgono spontanee a questo punto: perché questa differenza nei termini dei conteggi del Pil secondo il valore nominale e aggiustato secondo la PPA? Ed, in seconda battuta, quale tra queste due misure è la più corretta, data la loro enorme disparità?

La risposta alla prima domanda risiede nel fatto che il Pil nominale della prima tabella prende in considerazione l’exchange rate o tasso di cambio; il che significa che non tiene conto della differenza del costo della vita nei vari paesi.

La misurazione secondo la PPA invece opera nel modo opposto: si basa precedentemente sulla conversione della moneta da un paese all’altro. Come è logico aspettarsi comprare un Hamburger da McDonald’s nel 2019, per usare l’esempio più usato in questo caso come riporta l’Economistchiamato Big Mac Index, è 2,55 $ in India contro i 5,58 $ negli Stati Uniti e 4,7 $ nel Regno Unito. Per questo motivo, il Pil dei paesi in via di sviluppo tende ad aumentare, in contrapposizione ai paesi avanzati il cui dato è quasi invariato. La ragione è che nei primi comprare dei prodotti risulta più vantaggioso, mentre nei paesi in via di sviluppo questa condizione non si applica.