“Mi sembra incredibile che il Rojava possa finire di nuovo nelle mani dell’Isis, il pelo sullo stomaco dei nostri politici e il fatto che nessuno gliene chieda conto“. Lo afferma in un’intervista a ‘la Repubblica’ Michele Rechin arte Zerocalcare, il fumettista 35enne che nel 2015 partì per il confine turco siriano. Un’esperienza che ha dato vita a ‘Kobane Calling’, il fumetto in cui l’artista racconta le esperienze vissute con il popolo curdo. Oggi torna sulla questione proprio nelle ore in cui Trump annuncia di voler ritirare le truppe dalla Siria, abbandonando i curdi al loro destino, con il rischio di lasciare spazio a una nuova guerra tra turchi e curdi e una recrudescenza terroristica.

Zerocalcare parla del Rojava, la Federazione Democratica della Siria del Nord, come dell’”unico esperimento di democrazia nel giro di decine di migliaia di chilometri quadrati. Quando Assad ha cominciato a perdere il controllo della Siria del Nord, la popolazione, che è fatta di curdi, ma anche di assiri, turkmeni, yazidi, arabi, si è data una forma di autogoverno che è basata sulla convivenza e la libertà. Hanno abolito i matrimoni combinati, i matrimoni tra ragazzini, hanno stabilito che tutte le amministrazioni venissero gestite da un uomo e da una donna insieme. Nessuna donna può essere assoggettata agli ordini di un uomo. Parlano di ambiente, ecologia, stanno studiando come sviluppare le energie pulite e usare il petrolio — e in quella regione ce n’è tanto, che fa gola a molti — solo per gli usi bellici. Hanno fatto della convivenza religiosa il fondamento della loro organizzazione”.

“Dovremmo chiederci chi vogliamo scegliere come alleati: chi ha sconfitto l’Isis e sta provando a costruire un sistema di democrazia, dimostrando che anche in quel territorio ci può essere convivenza di diversi popoli, che le donne possono avere un ruolo primario nella società ed essere libere, o se il nostro alleato deve essere un regime come quello turco che incarcera decine di migliaia di oppositori politici”

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