(Verso LOTTO MARZO: era poco più di un anno fa e il clero continua a comandare con le sue leggi contro le donne. Mi sembra giusto non dimenticare – Claudio)

IN IRAN, SI DIFFONDE IL MOVIMENTO DELLE DONNE CHE SI TOLGONO IL VELO.

Da alcune settimane, alcune donne iraniane si tolgono il loro velo in pubblico per protestare contro l’obbligo di indossarlo.

Un movimento distinto dalle manifestazioni che hanno luogo in Iran da fine dicembre, ma un movimento parallelo a queste ultime e che continua a crescere.

Da fine dicembre (2017), alcune donne iraniane si fanno fotografare, a capo scoperto, il loro velo legato in cima a un bastone tenuto in alto, in piena visibilità dentro uno spazio pubblico e postano la foto sui loro social network. Vogliono in questo modo protestare contro l’obbligo di coprirsi i capelli nei luoghi pubblici. 29 donne sono state arrestate dalla polizia iraniana, a Teheran. Questo movimento è stato lanciato mentre le manifestazioni contro il caro-vita agitano il paese. I due movimenti sono distinti, sensibilmente differenti, ma in qualche misura concomitanti.

La rimessa in discussione dell’obbligo di portare il velo ha avuto avvio il 27 dicembre (2017), a Teheran. Una giovane donna, Vida Movahed, è stata fotografata, in piedi su una armadio elettrico, con il suo foulard bianco appeso in cima a un bastone. La testa scoperta, sotto gli occhi di tutti, in una delle strade principali della capitale. E’ stata immediatamente arrestata. Un hashtag apparve allora sui social network, lanciato da alcune donne iraniane: #Whereisshe, lei dov’è? Vida è stata liberata un mese dopo. La contestazione inedita è partita, e da quel momento le foto si moltiplicano sui network più diversi.

Il velo è obbligatorio, così come una veste ampia, più o meno lunga, sia per le donne iraniane che per quelle straniere che vivono o entrano nel paese. Il tutto a partire dalla Rivoluzione islamica del 1979. Malgrado i rischi che corrono a seguito dei controlli della polizia incaricata del buoncostume, le donne si fanno fotografare, capo scoperto, nei luoghi pubblici.

Un movimento che si estende!

In una piazza, in uno spazio pubblico, sui marciapiedi di una strada principale, loro sfidano le autorità. Giovani donne, ma non solo. Anche alcune vecchie signore partecipano al movimento. Alcune hanno legato al loro polso un nastro verde che ricorda la rivolta del 2009.

E perfino alcuni uomini, specialmente militari si sono fatti fotografare coi loro berretti branditi in cima a un bastone.

“Affrancarsi dal soffocamento della società iraniana”

“il movimento si sviluppa a Teheran, ma anche in alcune città famose per il loro conservatorismo (spiega Hasni Abidi, specialista del Medio Oriente). Come la città di Masshad. Questo movimento dimostra la vitalità della società iraniana e soprattutto il ruolo centrale della donna. Rimuovere il velo non è abbandonare la religione, ma è rifiutare le norme restrittive, affrancarsi dal soffocamento della società. E’ pertanto un atto coraggioso, ma al contempo pieno di simbologie per la società iraniana contemporanea.”.

Questo rifiuto dell’obbligo di portare il velo è “puerile”, secondo il procuratore generale della Repubblica islamica. “Si tratta di una questione insignificante che non ha niente di preoccupante”, ha dichiarato e  ha aggiunto che le manifestanti solitarie avevano “agito per ignoranza” e che “potrebbero essere state influenzate da ambienti stranieri”. Una trentina di donne  sarebbero state arrestate secondo i media locali. Questa reazione dimostra, secondo Hasni Abidi, che il potere è inquieto e “specialmente il potere giudiziario che resta sempre nelle mani dei mullah, del clero”.

Rohani, il moderato

Alcuni giorni prima dell’inizio della contestazione, le autorità iraniane avevano allentato il controllo delle “mal velate”; un velo cioè che lascia vedere una parte dei capelli. Molte donne a Teheran lo portano in questo modo. Il rigore estremo imposto dopo la Rivoluzione si è ammorbidito. Il presidente moderato Hassan Rohani, rieletto nel 2017, si dichiara favorevole a una maggior apertura politica e sociale. Il suo progetto è quello di mettere fine alla polizia del buoncostume che “opprime pesantemente le donne” secondo lo specialista del Medio Oriente. “Le donne che sono oggi urbanizzate, per la metà hanno fatto studi superiori. Il problema per Rohani è che deve affrontare un potere religioso che detiene la ricchezza finanziaria. Controlla, inoltre,  il potere giudiziario e il potere repressivo. Rohani, per queste ragioni, non vuole un braccio di ferro coi mullah”.

Questo movimento non ha niente a che vedere con le manifestazioni contro il caro-vita che sono esplose nello stesso momento nel paese, a fine dicembre, e che proseguono ancora oggi. Manifestazioni composte in maggioranza da maschi e che hanno luogo la notte.

(traduzione di Claudio Taccioli da “france CULTURE”, 02/02/2018)

Annunci