Notizia del Corriere della Sera: per la prima volta nella storia, in Italia si sono superati i 18 milioni di lavoratori dipendenti (per l’esattezza 18.036.000). Di questi ben 15 milioni sono lavoratori a tempo indeterminato, e 3 milioni precari. Questi ultimi sono cresciuti del 16% tra il maggio 2017 e il maggio 2018. Poco più di 5 milioni i “lavoratori autonomi”: il che comprende il piccolo artigiano, il piccolo commerciante, così come il libero professionista o il grande capitalista. Cifre che fanno giustizia (se ce ne fosse bisogno) di tutte le chiacchiere sulla “scomparsa del proletariato”, chiacchiere diffuse a tamburo battente dai mass-media e dai pennivendoli del padronato, ma raccolte spesso, purtroppo, da gruppi e militanti di sinistra che esorcizzano così l’impotenza e/o l’incapacità di radicarsi nei settori decisivi della classe. Cari compagni, la classe c’è: siamo noi che dobbiamo lavorare per creare coscienza di classe. Rimbocchiamoci le maniche, invece di baloccarci con inesistenti “nuovi soggetti” che esistono più nella fantasia che nella realtà.

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