La protesta del Comitato spontaneo contro le nocività sulla gestione e sul futuro del parco delle …
C’è un progetto omogeneo per il Parco delle cave? A chiederlo è il Comitato spontaneo contro le nocività, che dopo aver chiesto per anni un polmone verde per la città in sostituzione delle tante piaghe ecologiche tra San Polo e Buffalora oggi si interroga sul parco che il Comune ha inaugurato la scorsa settimana. E il bilancio non è positivo: «Ci chiediamo dove siano finiti i proclami sulla tutela della biodiversità che esisteva in quest’area – rimarcano dal Comitato -. Qui c’erano grandi alberi, ora ci sono piccole piantine che ci metteranno almeno vent’anni per crescere». La critica maggiore riguarda il modo in cui sono stati realizzati i lavori, che hanno «distrutto un’area che era diventata un’oasi naturale»: la richiesta del Comitato è che le prossime porzioni di Parco delle cave che verranno aperte nei prossimi mesi siano pensate in modo da non trasformarle in un parco urbano, ma in culle di biodiversità. «La sensazione è che si sia fatto quello che voleva il cavatore – sentenziano dal Comitato -. Senza dimenticare il consumo di suolo: 12 mila metri quadrati di Rsa, più altri 500 metri quadrati già sicuri e altri 6 mila che potrebbero finire in altre aree della città». «Questo è il deserto, non un polmone verde – attacca Daniele Marini -. È un parco urbano, di natura ludico-sportiva, in cui verranno noleggiate barche: non vediamo un progetto organico, le aree naturali che potevano essere tutelate sono state distrutte». Le prove sono nelle fotografie che il Comitato ha scattato prima e dopo i lavori: dei grandi alberi che crescevano sulle rive della cava non c’è più traccia e lo stesso vale per le rive delle rogge in via Brocchi e per molti esemplari di uccelli. SECONDO LA LIPU, nel 2016 c’erano 63 specie mentre i numeri per gennaio 2018 parlano di circa 45 specie: «Resistono gli animali opportunisti, come i piccioni, ma si è persa gran parte della biodiversità impoverendo l’habitat – rimarca Alessandra Cristini -. Si può parlare di “biodiversità”: il parco ora è solo per uomini e cani». Il Comitato ricorda il programma 2013 di Del Bono, «che parlava di tutela della biodiversità» e la legge regionale sul recupero delle cave dismesse: «Dovrebbero avere una vocazione naturalistica».

Da Bresciaoggi

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