QUESTO E' UNO DEGLI ESSERI UMANI DEL PARTITO CHE FORNISCE LA CLASSE DIRIGENTE AL NOSTRO PAESE!
IL SOLO PENSIERO MI PRODUCE MALESSERE.
MIO NONNO ALDO che era un ARDITO DEL POPOLO e un uomo buono, l’avrebbe considerato per quella nullità che è e gli avrebbe sussurrato, fra una cosa e l'altra, "C'AT VEGNA UN CANCHER!".
(io Claudio Taccioli)
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Piazzale Loreto! ;)
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” Spero di cuore e senza cinismo o violenza che questo signore lasci la politica e torni a portare le pizze. Ognuno comprenda i propri limiti. Una buona pizza è meglio di un commento spaventoso. Grazie” A. Celestini
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Portare le pizze è un lavoro dignitoso. Gente del genere deve stare ai lavori forzati. Ricordi la bellissima immagine del post Rivoluzione d’Ottobre? Quando le eroiche Guardie Rosse puntano i fucili contro gli ultimi nobili rimasti in vita, mentre spalano la neve in strada… quello è il vero Riscatto :D
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Invece chi porta gli estintori deve imparare a lasciarli a casa
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L’estintore era dei carabinieri. La legittima difesa era quella di Carlo Giuliani, assassinato da un criminale in divisa.
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La legittima difesa è un diritto di ogni persona; per le FF.OO. fa parte dell’Ordine pubblico.
Chi non conosce le norme vada a studiarsele.
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alcuni ammazzati dalle forze dell’ordine “per legittima difesa”:
– a Modena (9 gennaio 1950), durante uno sciopero: 6 gli operai ammazzati dagli sbirri. “… (uno) ha 40 anni, (gli altri) sono più giovani. Vengono colpiti da lontano. Uno di loro viene addirittura gettato in un fosso e colpito, dopo, alla nuca”.
– a Reggio Emilia (7 luglio 1960): 5 assassinati.
• “Lauro Farioli (1938), operaio di 22 anni, orfano di padre, sposato e padre di un bambino.
• Ovidio Franchi (1941), operaio di 19 anni, il più giovane dei caduti.
• Marino Serri (1919), pastore di 41 anni, partigiano della 76a, primo di sei fratelli.
• Afro Tondelli (1924), operaio di 36 anni, partigiano della 76a SAP, è il quinto di otto fratelli.
• Emilio Reverberi (1921), operaio di 39 anni, partigiano nella 144a Brigata Garibaldi, era commissario politico nel distaccamento “G. Amendola”.
– Nel luglio del 1960, nelle terre di Mafia, non è questa a uccidere, ma sono gli sbirri.
“A Palermo la polizia carica e uccide: Francesco Vella (42 anni, mastro muratore e organizzatore delle leghe edili che stava soccorrendo un ragazzo), Giuseppe Malleo (16 anni, apprendista edile, militante della gioventù comunista). Era ferito gravemente da un colpo di moschetto alla nuca sparato contro un grappolo umano inerme e indifeso che volgeva le spalle alle truppe. Giuseppe morì il 29 dicembre, cioè dopo sei lunghi mesi di sofferenze. Viene ucciso anche Andrea Gangitano, giovane manovale disoccupato di 18 anni. RosaLa Barberadi 53 anni viene raggiunta da una pallottola sparata all’impazzata mentre chiudeva le imposte. I feriti dai colpi di armi da fuoco sono40.
A Catania, Salvatore Novembre, 19 anni, disoccupato, viene massacrato a manganellate in piazza Stesicoro. Si accascia a terra sanguinante. Mentre perde i sensi un poliziotto gli spara addosso ripetutamente, deliberatamente. Uno, due, tre colpi, fino a massacrarlo, a renderlo irriconoscibile. Il corpo martoriato e sanguinante di Salvatore viene trascinato dalla polizia fino al centro della piazza affinché sia da ammonimento. Essi impediscono a chiunque, mitra alla mano, di portare soccorso al giovane il quale, a mano a mano che il sangue si riversa sul selciato, lentamente muore.”.
– a Avola (2 dicembre 1968), in provincia di Siracusa, sono ancora gli sbirri a uccidere: 2 braccianti in sciopero vengono assassinati e altri 48 feriti.
– a Battipaglia (9 aprile 1969), in provincia di Salerno, altri 2 assassinati dagli sbirri, durante uno sciopero generale.
“La polizia sparò e persero la vita Carmine Citro, studente diciannovenne colpito alla testa, e Teresa Ricciardi, una professoressa trentenne colpita al cuore da un proiettile mentre era affacciata insieme a suo fratello alla finestra”..
– ROBERTO FRANCESCHI (23 gennaio 1973 – Milano) colpito alle spalle dai colpi di pistola sparati ad altezza d’uomo dagli sbirri. Aveva vent’anni!
– SAVERIO SALTARELLI (12 dicembre 1970 – Milano) colpito da un candelotto lacrimogeno sparato, dagli sbirri, ad altezza d’uomo. Aveva 23anni!
– FRANCO SERANTINI (7 maggio 1972 – Pisa) massacrato di botte dagli sbirri. Aveva 21anni!
– STEFANO CUCCHI (22 ottobre 2009) massacrato di botte dai carabinieri.
– FEDERICO ALDROVANDI (25 settembre 2005) schiacciato a terra fino alla morte dai poliziotti che l’avevano fermato.
E si potrebbe continuare in un elenco, ancora lungo, di morti assassinati, qui e là dell’Italia, in vari modi, dai tutori dell’ordine: gli sbirri “PER LEGITTIMA DIFESA”!
KREO STUDIATI LA STORIA DI QUESTO PAESE!
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La sinistra insegna ha studiare la storia a senso unico. Se a questa lista di morti si mettesse in parallelo la lista dei morti ammazzati dei poliziotti e carabinieri per ordine pubblica o per mafia non ci sarebbe paragone. Il carabiniere fu assolto per legittima difesa. Quindi, uno dei due doveva morire. La domanda che purtroppo non si potrà mai fare al giovane ucciso, è, perché volevi uccidere il carabiniere? Detto ciò, la divisa rappresenta lo stato, dal presidente della repubblica al parlamento e l’Italia tutta. Perché l’hai fatto? nessuno è stato in grado di insegnarti le cose più semplici, a Genova hanno fatto il peggio del peggio la risposta è stata quasi di uguale misura e grazie alla preparazione dei giovani in divisa non si sono contati altri morti, e quello che pensò Urbisaglia fu un pensiero comune di tutti gli italiani onesti e rispettosi delle regole di base, quelli che per dimostrare la rabbia e ce ne tanta usano modi alternativi a quello di uccidere un servitore dello STATO.
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Nicola, oltre che la Storia dovresti studiare anche l’ortografia.
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Caro Vic qui stiamo confondendo le cose. Hai fatto un lungo elenco di possibili abusi di potere assolutamente da condannare ma tutto questo non giustifica mettersi allo stesso livello e cercare di amazzare qualcuno.
Se in quel veicolo ci fosse stato un cittadino qualsiasi assalito nello stesso modo o per rapina, ragioni politiche o altro avrebbe assolutamente avuto il diritto di difendersi.
Se vai in giro a brandire estintori rischi di farti sparare in bocca. … e hanno anche ragione!
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Nelle manifestazioni di piazza, le uniche che possono valere come riferimento paragonabile a quello capitato a Genova nel 2001, risultano deceduti solo due poliziotti:
Antonio Annarumma, il 19 novembre 1969, mentre con la sua jeep del 3° reparto celere tentava di schiacciare i dimostranti, si schiantò contro un cantiere stradale.
Antonio Custra ucciso da un colpo di pistola durante un corteo del 1977.
A fronte di decine di uomini e donne massacrati di botte, sparati, investiti “per legittima difesa” dai servitori dello STATO.
Carlo Giuliani raccolse l’estintore per strada a diversi metri dalla camionetta dei carabinieri. Lanciato fuori dalla stessa.
Quando vide spuntare fuori una mano che impugnava una BERETTA PARABELLUM CALIBRO 9 LUNGO fece quello che fa un essere umano dotato di coraggio e di sprezzo del pericolo.
Alzò l’estintore per cercare di difendersi e di deviare il colpo di pistola puntata sui manifestanti. Forse, chissà, di disarmare il potenziale assassino che mirava i dimostranti.
D’altra parte, come ben sanno tutti, vuoi mettere la pericolosità di un estintore nei confronti di un’arma da guerra usata, anche, dai pacifisti dell’esercito americano!
Amnesty International definì l’azione di repressione dello STATO effettuata a Genova:
«La più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale. »
Sono arrivate, anche, condanne dalla Corte Europea dei Diritti Umani nei confronti dello STATO italiano, colpevole, di fatto, di tortura nei giorni di luglio del 2001, a Genova.
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