Più di 11 milioni di esseri umani si stanno privando delle cure mediche (esami e terapie).
Succede qui, in Italia, in un crescendo drammatico di esclusioni; di privazioni dai diritti fondamentali che garantiscono la vita in dignità di ciascun individuo.
A essere colpiti, in termini di diminuzione dell’aspettativa di vita e di aumento della mortalità, sono i poveri, gli immigrati, i senza diritti, gli esclusi di fatto. I dannati e i sommersi che si accumulano tra le macerie della crisi economico e sociale in cui il Capitale e i suoi servi ci hanno sprofondato.
Non è più sufficiente prendere atto criticamente, indignarsi, denunciare. Davanti allo sfacelo programmato della sanità di tutti, è necessario agire e costruire le idee dell’azione.
Trasformare l’informazione e la rabbia, nelle pratiche alternative che contrastino la dissoluzione della nostra sanità.
Abbiamo bisogno di pensieri netti e di volontà che li mettano in pratica.
Cominciamo con questo testo prezioso che CORTOCIRCUITO fornisce alla lotta.
In attesa di ogni altro contributo in arrivo dalle esperienze dirette, fra la Lombardia ciellina e la controriforma nazionale!
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COMUNICATO STAMPA
Cronicità Regione Lombardia Ricorso al TAR
Il 5 luglio 2017 l’UMI – Unione Medici Italiani – con numerosi Medici di Medicina Generale (MMG) ha presentato un ulteriore ricorso ( ricordiamo quello notificato il 3/4/2017 contro la DGR n.X/6164) al TAR Lombardia contro la DGR n.X/6551 della Regione Lombardia sulla nuova proposta di gestione dei malati cronici/fragili.
Nel ricorso sono indicate le varie motivazioni di contestazione alla delibera tra cui:
• le varie non conformità alla normativa nazionale di legge e all’ACN della Medicina Generale,
• l’istituzione anomala della figura del “gestore”,
• l’intervento della Regione Lombardia su materie di competenza dello Stato,
• la mancata contrattualizzazione del ruolo del MMG nella nuova presa in carico dei malati cronici/fragili,
• la parziale privatizzazione delle Cure Primarie ora gestite con un rapporto convenzionato, ecc.
L’UMI ritiene, inoltre, che la nuova organizzazione delle cronicità così come proposta dalla Lombardia sia un’ inutile complicazione dell’Assistenza Territoriale realizzata a danno dei cittadini e dei medici con l’obiettivo di limitare la libertà di cura imponendo tramite i “gestori” percorsi diagnostici terapeutici per le 65 patologie croniche individuate.
Questa proposta sarebbe figlia della Riforma Sanitaria Lombarda che nata da alcuni presupposti condivisibili sta trovando applicazione in maniera disastrosa compromettendo l’efficacia del Servizio Sanitario regionale ormai in caduta libera da quando in mano ad una classe politica che sta portando alla progressiva privatizzazione della Medicina con vantaggi, spesso, personali.
Registriamo purtroppo la scarsa azione di contrasto svolta dai partiti di opposizione in Consiglio Regionale e l’accondiscendenza di alcuni sindacati, anche dei MMG, che si augurano ( non tutti) di lucrare attraverso alcune società, anche cooperative istituite allo scopo di gestire i malati cronici/fragili.
Ci auguriamo che il TAR, cioè la Magistratura, voglia riportare la proposta nell’ambito della legittimità anche obbligando la Regione Lombardia a chiarire i tanti punti oscuri della proposta non chiariti dalla delibera.
Si coglie l’occasione per ricordare che i cittadini potranno mantenere la libertà di scelta del “gestore” ( figura inesistente nella normativa sanitaria nazionale e di cui non abbiamo ancora gli elenchi), ma soprattutto non saranno obbligati a scegliere il “gestore” sia esso una struttura pubblica/privata o una società, anche cooperativa di MMG, sulle quali si stanno concentrando interessi politici ed economici fuorvianti gli aspetti professionali di cura dei malati cronici/fragili.
Brescia,7 luglio 2017.
Il Presidente UMI: cav. dott. Francesco Falsetti
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