La direzione dell’NPA si è riunita nel fine settimana dei 29 e 30 aprile per effettuare una prima valutazione della campagna presidenziale e disegnare delle prospettive, in particolare sulle elezioni parlamentari.
La discussione si è incentrata sul risultato del primo turno, con il posto occupato dal FN, l’eliminazione dei principali partiti della quinta Repubblica, le riconfigurazioni in corso nei partiti istituzionali … In questo contesto,  analizziamo il punteggio FN, con 7,7 milioni di voti, come un reale pericolo per le classi popolari dal punto di vista democratico e sociale, e da quello relativo alle discriminazioni.
Il NPA non dà indicazioni di voto, pur non ponendo sullo stesso piano Le Pen e Macron. Ricordando  la dichiarazione della serata del 1 ° turno, confermato dal CPN: “Molti vogliono bloccare il FN votando Macron. Comprendiamo la volontà di respingere il pericolo mortale […] che rappresenterebbe l’arrivo al potere di Marine Le Pen. Ma vogliamo ricordare che sono proprio le politiche di austerità e securitarie […] che rimangono la causa del rialzo del FN e delle sue idee nauseabonde. Macron non è un baluardo contro il FN, e per fare indietreggiare durevolmente questo pericolo, non c’è altra soluzione se non ritornare in piazza. ”
Il CPN ha quindi discusso della mobilitazione necessaria contro il FN, pur prevedendo che, indipendentemente dal vincitore del secondo turno, ci vorrà una mobilitazione di massa contro la sua politica.
Continuare a diffondere l’anticapitalismo
Abbiamo anche discusso di quale seguito militante dare  alla nostra campagna presidenziale. La sua eco  ha largamente superato la percentuale dell’ 1,1% ottenuta da Philippe Poutou. Proponiamo pertanto a tutti e tutte coloro che si riconoscono in questa campagna di continuare ad agire, organizzandosi con il NPA o partecipando alle prossime attività.
In tale ottica, abbiamo deciso di lanciare una sottoscrizione per sostenere le attività quotidiane del NPA e presentare candidature alle elezioni politiche. Abbiamo anche deciso di incontrare Lutte Ouvrière per offrirle una condivisione dei collegi elettorali per queste elezioni.
Infatti, anche se non sappiamo ancora chi vincerà il secondo turno delle elezioni presidenziali, crediamo che ci sarà bisogno di una voce anticapitalista nel prossimo periodo, per affermare la necessità di costruire le mobilitazioni contro le politiche neoliberiste, razziste e poliziesche, e presentare la necessità di una rottura con il sistema prima che questi diventi un incubo.
Antoine Larrache

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